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Tra Ferrara e Ravenna l’intesa è ancora lontana

di Gian Pietro Zerbini
Tra Ferrara e Ravenna l’intesa è ancora lontana

Martedì le associazioni dovranno presentare quote e apparentamenti Ma i nominativi dei consiglieri e del presidente rischiano di slittare in estate  

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La fusione camerale tra Ferrara e Ravenna sembra sempre più a freddo, anzi per certi versi l’impressione e che sia stata al momento messa in freezer in attesa di schiarite e di tempi più propizi. È quasi più delicata della formazione del nuovo governo, con una serie di incognite e veti incrociati che hanno fatto saltare ogni schema di partenza. Le trattative per la formazione degli organismi della nuova Camera di Commercio è serrata ma ancora lontana da una soluzione in grado di mettere d’accordo le associazioni economiche dei due territori. Nel frattempo incombe una scadenza, occorre presentare entro le 17 di martedì al commissario ad acta Mauro Giannattasio - nominato lo scorso agosto con decreto al ministro Calenda - gli apparentamenti tra le varie associazioni e le quote associative per valutare i pesi in vista della composizione del prossimo consiglio.

Naufragate le trattative per portare il direttore dell’Ascom di Ravenna, alla presidenza della nuova camera unificata, anche se Giorgio Guberti ancora non dispera ed è convinto di far cambiare idea alle associazioni soprattutto ferraresi, le prossime settimane saranno quelle dove gli imprenditori dei due territori dovranno trovare la quadra per avere un organismo omogeneo e soprattutto riuscire a convergere sul nome del prossimo presidente, ma i tempi sono lunghi e dopo le fumate nere degli ultimi due incontri avuti prima a Ravenna e poi a Ferrara, sembra che non ci sia fretta a forzare la mano. Ecco perché a questo punto si staglia all’orizzonte una scadenza più lunga, e potrebbe arrivare addirittura a giugno la composizione dei seggi tra le varie associazioni e a questo proposito sono in molte a volere il diritto di tribuna, la possibilità cioè di dare a tutte le associazioni il diritto di entrare nel consiglio camerale con almeno un esponente. A luglio dovrebbero arrivare i nominativi, con la composizione del consiglio, mentre a settembre, passate le ferie d’agosto, si potrebbe giungere alla prima convocazione del nuovo consiglio con la nomina degli otto membri di giunta e il primo presidente della storia della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna.

Sugli apparentamenti che verranno presentati a Giannattasio non ci sono ancora tutte certezze. Appurato il legame nella categoria commercio turismo e servizi tra Ascom e Confesercenti di Ferrara e Ravenna, che aveva originato la forte spaccatura all’interno delle associazioni di categoria ferraresi alla fine dello scorso anno, nell’agricoltura invece c’è la Coldiretti da una parte e le altre associazioni dall’altra. Industriali vicini anche se l’associazione ravennate è molto più loquace di quella ferrarese che invece ha scelto un profilo defilato. Qualche incognita in più per l’artigianato con la Confartigianato che non ha ancora sciolto il dubbio se salire sull’aventino per protestare contro la fusione o trovare un accordo con la Cna. Il teatrino della politica a confronto è un bluff.

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