Treni a Pontelagoscuro poche fermate aggiuntive
L’assessore Modonesi: pendolari veneti da aiutare. A Santa Maria dieci convogli. Rischio chiusura totale, Occhiobello pensa al ponte di barche ciclopedonale
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FERRARA. Le fermate aggiuntive dei treni, anzitutto a Santa Maria Maddalena, sono ormai all’orizzonte dei pendolari senza-ponte, mentre non c’è ancora una soluzione per consentire almeno a pedoni e ciclisti di attraversare il Po durante il futuro cantiere. Per questo motivo si ricomincia a parlare dell’ipotesi di un ponte di barche ciclopedonale, lanciata tra gli altri dagli Amici della bicicletta. Si guarda intanto a Roma, direzione ministero delle Infrastrutture, per segnali precisi in direzione di contributi ai pendolari costretti a utilizzare durante l’estate l’alternativa dell’autostrada. E prende quota lo slittamento a dopo la chiusura delle scuole della chiusura del ponte.
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Il vertice di due giorni fa in Regione tra enti locali e Ferrovie dello Stato ha se non altro consentito di concretizzare l’ipotesi di fermare i Regionali veloci nelle stazioni tra Rovigo e Ferrara, in particolare Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro. «Poiché il flusso dei pendolari è prevalentemente dal Veneto verso Ferrara - ragiona l’assessore Aldo Modonesi - abbiamo convenuto di dare precedenza alle fermate a Santa Maria Maddalena, dove sarà possibile effettuarle anticipando le partenze da Venezia o da Bologna». Sono 15 i convogli potenzialmente interessati, ogni fermata “costa” tre minuti e quindi bisogna rimodulare i tempi sull’intera tratta. S’ipotizza uno schema con una decina di fermate aggiuntive in Veneto, tre a Pontelagoscuro e due in entrambe le stazioni. Una parola definitiva verrà pronunciata alla fine della prossima settimana o, al massimo, all’inizio della successiva.
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L’aumento delle fermate può risolvere molti problemi dei pendolari, non quelli dei commercianti di entrambe le sponde, che temono pesanti perdite derivate alla chiusura. Se, come sembra, l’esigenza di lavorare alle travature di sostegno della soletta di asfalto suggerirà la chiusura totale al traffico, pista ciclabile compresa, dalla sponda veneta arriverà una forte presa di posizione per costruire un ponte ciclabile di barche. Il punto di attracco in Veneto sarebbe la mini-darsena del Mulino sul Po, che non ha un collegamento viario tale da garantire il transito di molte auto, ma con bici e pedoni non avrebbe problemi. Tutto però dipende dalle scelte di cantiere Anas, che diventeranno ufficiali dopo l’incontro di domani con Conscoop-Palistrade 2000 che si sono aggiudicati l’appalto.
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