Campeggi a cinque stelle Comacchio si mette in gioco
COMACCHIO. Apre nuovi scenari in direzione della riqualificazione dell’offerta turistica la delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale, che ha fissato a 5 il numero di stelle con cui...
COMACCHIO. Apre nuovi scenari in direzione della riqualificazione dell’offerta turistica la delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale, che ha fissato a 5 il numero di stelle con cui possono essere classificati campeggi e villaggi turistici. Sul territorio la novità è stata colta naturalmente con favore, anche se per la riclassificazione le strutture sono tenute a documentare una serie di requisiti molto rigorosi, a partire da spazi maggiori (fino a 42 metri quadri per i posteggi nei campeggi, ad esempio), oltre a servizi specifici legati a fitness, wellness, svago e sport. «La maggiore qualità fa bene a tutti - interviene Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti - e migliora l'offerta turistica complessiva. Da noi al momento c'è una sola struttura, in grado di ottenere le cinque stelle, ma altri potranno attrezzarsi gradualmente, perché l'obiettivo comune resta quello di riqualificare nel suo insieme tutta l'offerta ricettiva del territorio». Per Gianfranco Vitali, presidente regionale di Faita Confcommercio, «l’arrivo della quinta stella offre una straordinaria opportunità a molte strutture d'eccellenza che nel territorio possiedono i requisiti necessari, di affacciarsi sui mercati internazionali con maggiore appeal, mostrandosi così più competitive». Tappa di un percorso atteso dagli operatori emiliano-romagnoli, ma anche da quelli di Comacchio, che proprio nel 2017 ha totalizzato, rispetto ai cugini rivieraschi, la crescita maggiore in termine di presenze turistiche, andando a consolidare mercati già in espansione, come quelli del Nord e dell'Est Europa. «Disporre di strutture che possono fregiarsi di questo riconoscimento - interviene Dario Guidi, presidente provinciale di Cna Turismo e Commercio - dà sicuramente lustro al territorio. Qualificandosi le strutture ricettive con investimenti, qualificano sempre più l'offerta turistica. Permane la criticità della qualità media delle seconde case ad uso turistico. Ancora privati ed agenzie tentennano. Ci vuole più coraggio».
Katia Romagnoli
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