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Capa Cologna, una crescita inarrestabile

Capa Cologna, una crescita inarrestabile

Stoccaggio cereali, costruiti sei nuovi silos. In arrivo due progetti di filiera da dieci e sei milioni di euro

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COLOGNA. Nel suo settore è la maggiore realtà associativa del Nord Italia. Con un saldo legame con il territorio, nel segno della continua innovazione.

È la Capa di Cologna società cooperativa agricola nata nel 1970: oltre 1200 soci, in continua crescita, 90 mila metri quadrati, sei magazzini, una quarantina di silos e una capacità di stoccaggio complessiva di 240mila tonnellate di cereali, soprattutto di mais e grano, con la sede a Vigarano Pieve di Capa Ferrara (ultima acquisizione) oltre a Felonica in provincia di Mantova.

Sono arrivati nuovi investimenti importanti: la costruzione di sei nuovi silos: a vederli, vere e proprie “cattedrali” per il deposito dei cereali, la loro essiccazione, all'insegna della qualità, controlli stringenti contro il rischio tossine e tecnologie all'avanguardia, letture ottiche per la selezione praticamente di ogni singolo chicco. In arrivo: un nuovo impianto di essiccazione. Gli addetti attualmente sono trentasette.

Il fatturato del 2017 è stato di circa 47 milioni di euro. «Siamo un volano in primo luogo per il nostro territorio -spiega cifre alla mano il presidente Alberto Stefanati, mentre ci accompagna in visita agli impianti - oltre che per il bene dei nostri soci, al centro della nostra attenzione. Capa è associata con Grandi Colture Italiane, riconosciuta come Op (Organizzazione professionale) interregionale per la commercializzazione e valorizzazione di cereali e proteoleaginose made in Italy». Tra i vari clienti ad esempio un nome: il gruppo Barilla, tra i leader mondiali di pasta e altri prodotti.

Altre novità e investimenti sono in vista, sottolinea in particolare Stefanati: «Tramite la Op Grandi Colture italiane, sotto la guida del direttore Diego Scudellari, Capa Cologna insieme ad altre quattro cooperative e un centinaio di aziende agricole, oltre al centro ricerche vegetali, ha presentato due importanti progetti di filiera: da 10 milioni di euro riguardanti i cereali, e uno da 6 milioni e 500 mila euro riguardante la soia».

La cooperativa ha ben sette certificazioni di qualità. «Questo dimostra l'impegno nel tenere in considerazione tutti gli aspetti legati all'ambiente- conclude il presidente Alberto Stefanati- alla qualità e alle prestazioni energetiche». Un’importante realtà che è al passo con i tempi e che non sembra risentire dei venti della crisi che in questi ultimi anni si sono abbattuti anche sul settore agricolo.

Franco Corli