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Costa 8 milioni la sanità ad alta specializzazione

La sanità ferrarese sta cercando di ridurre da anni il “gap” con i servizi offerti da altri territori, come il Veneto, di cui soffre in particolare la concorrenza. Complessivamente, comprese anche le...

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La sanità ferrarese sta cercando di ridurre da anni il “gap” con i servizi offerti da altri territori, come il Veneto, di cui soffre in particolare la concorrenza. Complessivamente, comprese anche le prestazioni non ospedaliere, la sanità estense versa 77 milioni alle strutture “esterne” mentre il flusso contrario si ferma a 41 (dati 2017). Se ci si sofferma sulle prestazioni ospedaliere lo sbilancio fra incassi (mobilità attiva, cioè pazienti che si fanno curare nei centri di Ferrara e provincia) e uscite (mobilità passiva) è di 25 milioni di euro (dato 2015).

Una parte del passivo è legato all’assenza sul territorio di alcune discipline concentrate, sulla base della programmazione regionale e del bacino di utenza (in qualche caso come soglia di sostenibilità si supera il milione di residenti), in altre province.

Questo ricorso a specialità “esclusive” di altri ospedali costa al sistema sanitario locale 7.5 milioni di euro. La quota più significativa di spesa che fa riferimento a questo gruppo di prestazioni con ricovero è legata alla Cardiochirurgia, che costa 6.5 milioni di euro con 360 pazienti curati in altre province (dati 2015). Verso i Centri Trapianti del rene si dirigono altri 36 pazienti per un costo di 368mila euro. Stesso discorso per l’Unità spinale (10 pazienti per un costo di 264mila euro), per la Cardiochirurgia pediatrica (10 pazienti, 235mila euro di spesa) e per la Neurochirurgia pediatrica (13 pazienti per un valore di 137mila euro).

Le Unità Grandi Ustionati situate fuori provincia hanno accolto nel 2015 6 pazienti con un costo di 161.092 euro e i reparti di Neuropsichiatria infantile 58 con un esborso per la sanità ferrarese di 116mila euro. Nel 2015 sono stati complessivamente 493 i cittadini residenti in provincia di Ferrara, precisa il Piano Triennale della performance del Sant’Anna 2016-2018, «trattati in altre province/regioni per patologie riferibili a discipline di alta specializzazione non presenti nelle strutture provinciali. Il valore complessivo di tale “mobilità passiva”, di circa 7.8 milioni di euro, è in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente».

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