Ironia e preoccupazione sui social
Ponte di barche e bici d’acqua, fioriscono idee. “Gelate” a Ferrara
Il ponte del Genio Pontieri e le bici galleggianti. C’è chi in assenza di soluzioni ufficiali per alleviare i disagi causati dalla chiusura del ponte sul Po avanza la sua proposta personale. Sulla pagina Facebook del gruppo “Sei di Occhiobello se” si sommano le paure, la rabbia, l’impotenza e la disperazione di chi vede avvicinarsi la data del 18 maggio, prevista per l’apertura del cantiere di manutenzione della struttura, e osserva che finora nessun piano d’emergenza è stato concordato per dare un’alternativa ai pendolari. Ciclisti e scooteristi di Occhiobello si sentono già “separati” dall’altra sponda del Po. Così qualcuno azzarda la posa sull’acqua di una passerella che però comporterebbe lavori per le rampe, la chiusura del traffico fluviale e l’adozione di sistemi per contrastare l’aumento o il calo del livello del fiume. «Siamo in una situazione di emergenza, chiamiamo in aiuto il Genio Pontieri» è l’appello dai toni piuttosto accesi che rieccheggia da quelle pagine web. Altri postano foto di bici che si muovono su cuscini d’aria, con inevitabili commenti tranchant al seguito: “Comunque l’è più la fadiga che al gust”, anche perché da una sponda all’altra del Po non ci si arriva esattamente con un paio di pedalate in acqua.
Di certo c’è l’ansia crescente tra i residenti dei paesi della sponda veneta, «ormai non posso più uscire dall’ufficio senza che tutti i mi chiedano “come la mettiamo con il ponte?» è la testimonianza del sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni. Dare concretezza ai dibattiti semiseri cresciuti sul web, però, pare davvero complicato, anche perché dalla sponda ferrarese c’è parecchia prudenza. «Un ponte di barche? E quanto ci si mette a costruirlo? Direi prima di verificare tutte le alternative possibili per ridurre i disagi» è il commento di Luigi Vitellio, segretario provinciale Pd.
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