Una piccola ripresa ma si è perso molto nel periodo della crisi
In crescita nel 2017 la manifattura e le esportazioni Il mercato del lavoro: più assunzioni over 30 ma part time
Una giornata di approfondimento e di studio sui numeri dell'osservatorio dell'economia della nostra provincia quella che ieri ha visto protagoniste tutte le rappresentanze della Cgil di Ferrara svoltasi presso la Sala conferenze della Camera di Commercio.
«La crescita dei principali indicatori macro-economici nell’ultimo anno per la regione Emilia Romagna - spiega Gianluca De Angelis ricercatore di Ires Emila Romagna, autore della ricerca presentata all'incontro - non basta a compensare le perdite che, in valori assoluti, sono state rilevate dal 2007 ad oggi. E per Ferrara è anche peggio. Nonostante la crescita del valore aggiunto sul 2016 pari all’1,3%, il volume del valore prodotto in provincia di Ferrara resta ben al di sotto dei valori pre-crisi (solo l'88%), mentre con una crescita di poco superiore a quella del ferrarese, la regione Emilia-Romagna tocca, nel 2017, quota 99,4% rispetto al 2007. Nel 2017 cresce, rispetto agli anni precedenti, la quota di valore aggiunto riconducibile alla manifattura. Tale variazione – continua in sintesi De Angelis - è a discapito dei settori dell’agricoltura e delle costruzioni. In lieve crescita quello dei servizi. Le esportazioni nel ferrarese crescono, nel 2017, di oltre il 10% rispetto al 2016. Quasi tre volte la crescita di quelle regionali. Tale balzo, tuttavia, sembra collegarsi ad una dinamica di rimbalzo rispetto alla significativa variazione negativa del 2016 sul 2015 (oltre il 13%). Guardando i valori assoluti, infatti, nonostante la buona performance del 2017 il valore delle esportazioni corrisponde al 92,2% di quello del 2007. Rispetto allo stesso anno, il valore delle esportazioni regionali è pari al 117%. Rispetto all’anno precedente tengono le esportazioni di prodotti chimici e farmaceutici. Nel 2017 le imprese ferraresi diminuiscono di 345 unità arrivando a 32.046 imprese attive. La variazione, pari al -1,1%, è più significativa di quella regionale (-0,7%) e di quella di gran parte delle province emiliano-romagnole. I principali indicatori relativi al mercato del lavoro indicano, per il 2017, una buona performance per il ferrarese: Il tasso di occupazione cresce più di quello regionale e arriva al 67,6%; il tasso di disoccupazione, pari al 9,5%, diminuisce più di quello regionale; diversamente che nella regione, infine, il tasso di inattività diminuisce passando dal 47% del 2016 al 46,8% del 2017. Tale lettura osserva De Angelis è fortemente differenziata per età. I buoni risultati del mercato del lavoro ferrarese, infatti, non sono rilevabili per le classi di età inferiori ai 34 anni che, anzi, rispetto agli indicatori di riferimento peggiorano le loro condizioni. Il confronto tra il tasso di mancata partecipazione al lavoro, cioè chi sarebbe abile al lavoro ma ha rinunciato per svariati motivi alla ricerca di un impiego e quello di disoccupazione per maschi e femmine induce a individuare nelle segmentazioni di età l’elemento discriminatorio prevalente anche rispetto al genere. La variazione positiva degli occupati a Ferrara (+1,3%) è relativa al solo lavoro indipendente, che cresce di oltre 5 punti sull’anno precedente a fronte di una diminuzione del -0,2% del lavoro dipendente. Questo mentre si rileva una dinamica opposta per la Regione. La maggiore instabilità dell’occupazione ferrarese è rintracciabile anche a partire dai dati di Prometeia che permettono di osservare come la crescita del numero degli occupati sia maggiore di quella rilevata per le Unità di lavoro: cresce, infatti, il numero degli occupati necessari per coprire un’unità, più di quanto non crescano le unità stesse. I dati elaborati dall’Agenzia per il Lavoro dell’Emilia-Romagna confermano secondo lo studio di Ires quanto affermato nell'osservatorio. Infatti, con riferimento agli ultimi tre trimestri del 2016 e al primo del 2017, il 90% delle assunzioni riguarda lavoratori con età superiore ai 30 anni e, nel 52,5%, si è trattato di assunzioni part-time.
Cristiano Zagatti, segretario generale provinciale della Cgil di Ferrara nelle riflessioni conclusive ha sottolineato la necessità di partire da questi numeri che rappresentano in maniera chiara la realtà di Ferrara per entrare a fondo sulle dinamiche che creano ostacoli alla crescita del territorio. Lotta alla burocrazia per il cittadino e per le imprese, alla paura del cambiamento e maggiore sinergia tra rappresentanze sindacali dovranno anche essere il patto del lavoro, l'alternanza scuola lavoro per riannodare i rapporti tra istruzione e lavoro. Per Zagatti , la nostra provincia deve avere più coraggio e sul tema delle riforme che hanno creato disordine sul sistema istituzionale, come la cancellazione della Provincia, è necessario non ripercorrere gli stessi errori anche nella riforma della Camera di Commercio.
Lauro Casoni
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