Cancro tiroideo, cure tutte a Cona
Attivato un percorso unitario durante ogni fase della malattia
Non sarà più necessario iniziare il percorso diagnostico per la cura del carcinoma differenziato della tiroide a Cona e proseguirlo presso altri ospedali. Oggi finalmente l’Azienda ferrarese è in grado di accompagnare completamente il paziente nel decorso della malattia, dal momento dell’individuazione della patologia, durante tutte le tappe previste dal decorso della malattia: visite specialistiche, ago aspirato, eventuale intervento chirurgico con strumentazione sofisticata in dotazione in soli tre centri italiani, Cona compresa, cure radiometaboliche con jodio 131 e se queste non fossero sufficienti, con l’apporto del settore oncologico.
Lo annuncia il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Tiziano Carradori insieme all’èquipe di professionisti di diverse Unità operative coinvolte nel percorso. Da Maria Chiara Zatelli di Endocrinologia e malattie del ricambio che con la collega Roberta Rossi ha lavorato per predisporre questo percorso, a Giorgio Cavallesco, direttore di Chirurgia 1; da Stefano Pelucchi della Clinica otorino che riveste un ruolo importante nell’affrontare il problema dove interessate sono anche le corde vocali, a Paolo Carcoforo direttore di Chirurgia 2 , ad Antonio Frassoldati di Oncologia, fino a Mirco Bartolomei della Medicina nucleare: hanno dato tutti la loro disponibilità a dare al paziente le condizioni migliori per potersi curare, rimanendo a Ferrara.
L’obiettivo del percorso è infatti quello di garantire un approccio coordinato ed integrato alla diagnosi e al trattamento di questo tipo di tumore, consentendo ai pazienti, provenienti da ambulatori dell’Azienda e da quelli territoriali o extraterritoriali, di accedere ai reparti chirurgici di Cona dove potranno anche sottoporsi alle cure radiometaboliche e successivamente ai controlli con scintigrafia total body e altri esami diagnostici indispensabili durante il follow up, completando così tutto il percorso verso la guarigione. I pazienti con diagnosi o sospetto di carcinoma differenziato della tiroide potranno accedere quindi al percorso diagnostico–terapeutico con impegnativa dello specialista di riferimento. Al termine del percorso i pazienti verranno re- indirizzati allo specialista per la ripresa in carico e proseguire i controlli necessari.
Margherita Goberti
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