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Ex Banzi, Anselmi (FI) “bacchetta” i manifestanti

Ex Banzi, Anselmi (FI) “bacchetta” i manifestanti

Il capogruppo forzista: non democratico impedire a forze politiche di parlare «L’errore iniziale è però del Comune». Zamorani (Radicali) lo invita a strappare

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La vicenda ex Banzi ha uno strascico inatteso all’interno dello schieramento di centrodestra e in particolare Forza Italia. Il capogruppo forzista, Vittorio Anselmi, difende il lavoro dell’Ibo e prende le distanze dall’esito dell’assemblea del 3 aprile, abortita senza dare la possibilità all’associazione e all’assessore Roberto Serra di spiegare la natura del progetto: niente migranti, solo ragazzi europei ed extracomunitari impegnati nel volontariato. «Non ci sto soprattutto a queste manifestazioni di forza (fisica) che surroga e si sostituisce all’attività politica, come se impedire una manifestazione politica, o peggio, di parlare al proprio avversario politico, possa poi costituire una vittoria di cui farsi merito. Questa prassi - sono le parole affidate ad un post - è estremamente pericolosa e porta ad una deriva che non è facilmente controllabile. Non meravigliamoci poi se i nostri avversari trovano facile sponda nell’accusare il centrodestra di atteggiamento squadrista e fascista: impedire di parlare a forze politiche in un’assemblea pubblica è un atto profondamente “fascista”».

In assemblea c’erano i forzisti Paola Peruffo e Matteo Fornasini, oltre al leghista Naomo Lodi e ad altri esponenti di centrodestra: queste parole sono rivolte anche a loro? «Non ero presente all’assemblea, ho raccolto testimonianze e guardato dei video. Non posso dunque giudicare direttamente i fatti: ribadisco che impedire di parlare a qualcuno è contrario alla democrazia e ho detto anche ai miei consiglieri di non tenere comportamenti che possano prestarsi ad accuse di questo genere - ha poi articolato Anselmi - L’errore iniziale è stato comunque dell’amministrazione, che ha organizzato un’assemblea con modalità sbagliate, senza invitare tutti i consiglieri, e in un luogo inadatto. Per questo ho chiesto spiegazioni alla giunta in un’interpellanza».

L’ex Banzi sembra insomma essere diventato uno spartiacque sul modo di fare opposizione nel centrodestra, da qui alle elezioni, in particolare nei confronti dell’aggressivo “metodo Naomo”. Lo sottolinea anche Mario Zamorani, «i barbari sono in casa», individuando i capi in «una maschera grottesca e volgare» e in un «maccartista isterico». E il leader radicale invita Anseli, «il più solido esponente liberale di Forza Italia», dopo le parole di condanna anche ad «assumere azioni precise in coerenza con la sua storia». (s.c.)

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