I presidi delle scuole medie: «Basta omertà, parlate»
Sul fronte bullismo (anche se i fatti lasciano pensare a qualcosa di più strutturato e pericoloso) l’attenzione è massima tra i dirigenti scolastici, lo stesso livello raggiunto dalla preoccupazione....
Sul fronte bullismo (anche se i fatti lasciano pensare a qualcosa di più strutturato e pericoloso) l’attenzione è massima tra i dirigenti scolastici, lo stesso livello raggiunto dalla preoccupazione.
Massimiliano Urbinati, preside della Dante Alighieri, lancia un appello a 360 gradi: «Basta omertà su questo problema, le denunce vanno fatte. Serve avere massima fiducia nelle istituzioni, sono in continuo contatto con loro, con l’Ufficio scolastico provinciale, con le forze dell’ordine: non si può più perdere tempo. Io mi sento in prima linea, mi sto muovendo alla velocità di un missile». Un passo avanti da parte di tutti, questo è il senso del messaggio di Urbinati. La chiamata interpella i genitori. «Non possono pensare che il problema non li tocchi - sostiene il massimo dirigente dell’istituto di via Camposabbionario -. Poi è chiaro che dipende da che tipo di famiglia stiamo parlando. In generale, comunque, i genitori sono meno presenti di un tempo, i ragazzi hanno strumenti di comunicazione che ti arrivano direttamente a casa, spiazzando anche la scuola e gli amici nella loro scala di priorità». L’educazione civica, la formazione di stampo tradizionale «è inutile», sostiene Urbinati, poiché «limitarsi a dire che fumare fa male rischia di essere troppo arretrato: è importante costruire un nuovo patto sociale che anticipi il lavoro delle forze dell’ordine. A partire da una discrepanza: noi vediamo dei bambini, ma in realtà siamo davanti a persone più grandi».
Nei casi più problematici, a carriere criminali premature. «Parlando con un operatore di Promeco (l’agenzia del Comune che fornisce consulenze per la prevenzione dei comportamenti giovanili devianti, ndr) mi diceva che i primi fenomeni di bullismo possono emergere fin dalle ultime due classi delle scuole elementari», segnala il dirigente dell’istituto comprensivo Perlasca, Stefano Gargioni, secondo il quale è una certezza l’aumento dei conflitti in età giovanile, «c’è un indiscutibile peggioramento, anche se il problema non è tanto la scuola: le famiglie spesso non hanno piena consapevolezza della questione. Conosco la responsabilità che abbiamo noi presidi e gli insegnanti - aggiunge Gargioni - e per questo portiamo avanti corsi di formazione, rivolti anche ai genitori. Sono 120 ore all’anno per il progetto “Punto di vista”: non tante forse, ma sono importanti».
Che la questione sia di scottante attualità lo dimostra l’organizzazione da parte di Promeco di tre incontri, in calendario dal 27 aprile al 28 maggio nell’aula magna dell’Iti Copernico: al centro la relazione educativa tra adulti e adolescenti.
Fabio Terminali
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