«Altre prove, non fu omicidio volontario»
AMBROGIO. Tre richieste di incidente probatorio (ossia congelare diverse prove in chiave difensiva) non accolte dal gip Silvia Marini. E quindi richiesta di giudizio abbreviato, ma condizionato a...
AMBROGIO. Tre richieste di incidente probatorio (ossia congelare diverse prove in chiave difensiva) non accolte dal gip Silvia Marini. E quindi richiesta di giudizio abbreviato, ma condizionato a svolgere nuovi accertamenti medico-legali e tossicologici: l’udienza di ieri per l’omicidio di Mirco Barioni ha visto la difesa di Lara Mazzoni (avvocato Fabio Anselmo) ribadire che il 4 giugno scorso la donna uccise il compagno non in modo volontario, come sostiene l’accusa. Per questo motivo l’avvocato Anselmo, ha chiesto il giudizio abbreviato (sulla base degli atti) ma a condizione che il giudice ordini nuovi accertamenti medico legali poiché l’autopsia non ha dato indicazioni sufficienti: «L’accertamento medico-legale non spiega come e cosa è accaduto realmente, alla luce del fatto che non vi sono testimoni del fatto» dice tranciante Anselmo. Da qui la richiesta di approfondire i risultati medico-legali. La pm Isabella Cavallari ha dato parere contrario, ma sulla richiesta difensiva il giudice si è riservato e deciderà alla prossima udienza, fissata per il 26 aprile.
L’omicidio del 4 giugno 2017 avvenne dopo una giornata trascorsa ai Lidi con la famiglia: Barioni e la Mazzoni, le due figlie e il fidanzatino della più grande, testimoni prima della lite fra i due nel viaggio di ritorno e poi anche - parzialmente e indirettamente - dell’aggressione della Mazzoni a Barioni, col coltello da cucina davanti casa. (d.p.)
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