La Cassazione: sequestro legittimo allo stilista svizzero
Respinto il ricorso contro il blocco di oltre due milioni Per i giudici la star della moda è residente Ferrara
Fu legittimo quel sequestro preventivo dei beni, del valore di due milioni e 230mila euro, deciso dal Tribunale di Ferrara. Parola della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di Walter Steiger, lo stilista svizzero innamorato della nostra città al punto da stabilire nel quartiere di S. Giorgio il suo studio di design e facendone il punto focale dei propri affari, pur risultando residente anagraficamente nel paese elvetico. Peccato che l’uomo, una star della moda mondiale, non avesse presentato alcuna dichiarazione dei redditi in Italia dal 2012 al 2015, per un’ipotizzata evasione fiscale di cinque milioni e 400mila euro.
A sostegno delle sue ragioni, Steiger si era appellato all’articolo 4 della Convenzione italo-svizzera, quando dispone che il paese titolare della pretesa impositiva è quello in cui il contribuente ha la propria residenza, nel caso il paese noto per gli orologi di precisione e gli ottimi formaggi. Tesi suffragata, secondo il ricorrente, dal fatto che il numero degli immobili di cui è titolare in Italia corrisponde a quelli di cui è proprietario in Svizzera, a Parigi e a New York, che le società di distribuzione dei suoi prodotti hanno sede a Ginevra e Parigi, e che pure i suoi figli sono residenti nella nazione elvetica. Informazioni recapitate in Cassazione, tuttavia i giudici gli hanno dato torto. Sulla base di un argomento: l’iscrizione nell’anagrafe dei soggetti residenti in altro Stato non è elemento determinante per escluderne la residenza fiscale in Italia allorché si abbia qui la dimora abituale, oppure la sede principale dei propri affari e interessi economici.
Per la Suprema Corte, quindi, Steiger è a tutti gli effetti da considerare residente in Italia, sulla base di una serie di elementi: oltre allo studio ferrarese, i conti correnti a lui intestati con base tricolore, le carte di credito e i tracciati sulla rete autostradale utilizzata per gli spostamenti. Tutto frutto delle indagini di anni della guardia di finanza.
«Faremo ricorso alla Corte di giustizia europea – annuncia l’avvocato dello stilista, Paolo Scaglianti – e ribadiremo che il mio assistito non è italiano, è un residente all’estero che di tanto in tanto trascorre del tempo a Ferrara. Fatto conosciuto alle aziende che hanno avuto a che fare con lui, ecco spiegati i pagamenti senza ritenuta d’acconto: tutti facevano riferimento alla Svizzera. Vero che Steiger è proprietario di immobili in Italia, ma è un’eredità lasciatagli della moglie dopo la morte».
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