Profughi, c’è l’ispezione all’hub di Pontelagoscuro
Gli uomini del ministero dell’Interno valutano l’accoglienza dei richiedenti asilo Ipotesi ricollocazione di parte degli ospiti di Ca’ degli Amorini, in pieno centro
Una coppia di ispettori del Viminale, accompagnati da funzionari della prefettura di Ferrara e dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Occhi attenti sull’accoglienza dei migranti, per l’intera giornata di martedì impegnati in una visita ispettiva in città, sotto la guida del ministero dell’Interno.
La prima assoluta all’hub di Pontelagoscuro, dove sono una cinquantina i richiedenti asilo ospitati nella struttura gestita dall’Asp. In mattinata la commissione ha avuto accesso ai locali: tante domande, anche direttamente ad alcuni profughi circa le loro condizioni di vita e le attività di integrazione quotidiane. Taccuini dispiegati, ricchi di annotazioni. «La visita è andata benissimo», si limita a dichiarare Angela Alvisi, amministratrice dell’Asp. La relazione frutto dell’ispezione arriverà da Roma nel giro di qualche settimana.
Nel pomeriggio, seconda tappa del tour. Stavolta in pieno centro storico. Locanda Ca’ degli Amorini, all’angolo tra via Croce Bianca e via della Sacca. «A pochi passi dal Castello Estense di Ferrara, in un ambiente caldo ed accogliente», si legge sul sito web. Uno slogan rivolto ai turisti, ma da almeno tre anni i quattro piani dello stabile ospitano solo giovani di origine africana, richiedenti protezione internazionale. Attualmente ventuno, collocati in sette stanze. In condizioni assolutamente dignitose, garantite dalla gestione della cooperativa Matteo25: tutte le camere sono dotate di bagno, frigorifero e televisione. D’altronde si tratta di una struttura dedicata fino a poco tempo fa all’ospitalità turistica, peraltro sottoposta a recente ristrutturazione.
L’arrivo degli immigrati non ha creato soverchianti problemi di convivenza con i residenti. La loro presenza è rintracciabile dall’affollamento di biciclette accatastate davanti all’ingresso della locanda; ogni tanto qualche richiedente asilo fa passare il tempo sostando sulle panchine della vicina piazzetta San Nicolò, ma niente di più. Nell’agosto scorso una trentenne ferrarese denunciò di essere stata palpeggiata e scaraventata a terra da due aggressori di colore, in via Croce Bianca. Tuttavia nulla di concreto, nel corso delle indagini, portò in direzione degli ospiti di Ca’ degli Amorini.
La struttura comunque appare destinata a essere ripensata. La linea suggerita dalle istituzioni è quella che porta a preferire forme di accoglienza basate su piccoli nuclei (sei o sette persone al massimo nello stesso posto) piuttosto che maxi insediamenti. È possibile quindi una ricollocazione di parte dei profughi, spalmandone la presenza nelle altre strutture gestite dalla Matteo25 o in ulteriori da reperire in collaborazione con i privati.
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