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Solidarietà e rabbia per l’operaio schiacciato dal bobcat

Solidarietà e rabbia per l’operaio schiacciato dal bobcat

Berra, i connazionali in aiuto alla famiglia del 49enne E la Fillea Cgil pronta anche a dare un supporto legale

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BERRA. Manifestazioni di solidarietà ma anche rabbia per la morte di Kastriot Cela, il 49enne operaio edile specializzato albanese residente a Berra, deceduto martedì mentre lavorava al Campin Mare e Pineta di Lido Spina, schiacciato dal bobcat che stava utilizzando per muovere materiale in cemento.

Intanto, la solidarietà, quella dei connazionali, che già nel pomeriggio di martedì hanno contattato i cugini della vittima, residenti come lui a Berra. Ieri di nuovo il contatto, per un aiuto economico: «Facciamo sempre così in questi casi - racconta un muratore residente a Ferrara -, conoscevo Kastriot, avevamo lavorato insieme in alcuni cantieri. Era una brava persona e un ottimo lavoratore. Anche per questo io e altri connazionali residenti a Ferrara e provincia ci stiamo attivando per aiutare la moglie e i suoi due figli».

Poi l’aiuto arriva anche dal sindacato. Kastriot era regolarmente iscritto alla cassa edile ed alla Fillea-Cgil: «Domani (oggi, ndr) andremo a Berra per cercare di incontrare la sua famiglia - racconta Luca Liguori della Fillea Cgil - e per manifestare il nostro totale supporto, anche dal punto di vista legale per il risarcimento».

Cela lavorava per l’impresa edile Secchiero di Cologna, di proprietà della famiglia Secchiero al pari della Alco di Alberone di Ro. Ieri all’interno dell’azienda era in programma un incontro fra il proprietario e i responsabili dei lavoratori sul tema sicurezza. Tema quantomai delicato in questi primi mesi del 2018, che hanno visto già numerose vittime in tutta Italia nel settore edile.

Ieri è stato diramato un comunicato unitario dei tre sindacati: “In un cantiere ai Lidi di Comacchio un lavoratore edile è morto a causa di un incidente sul lavoro. La Feneal Uil, la Filca Cisl e la Fillea Cgil di Ferrara esprimono profondo cordoglio alla famiglia e denunciano l’ennesimo stillicidio nel settore. La crisi di questi anni è stata, per il sistema imprese, una formidabile occasione per penalizzare le tutele dei lavoratori conquistate negli anni. L’obbligo contrattuale alla formazione, l’addestramento dei lavoratori a prevenire infortuni, è diventato per le imprese un costo economico da eliminare. Troppe volte, abbiamo denunciato questo stato di cose, troppi sono i morti e feriti gravi che registriamo. Occorre fare di più sulla prevenzione e rendere obbligatorio la formazione per la sicurezza nei cantieri. Serve che i cantieri siano organizzati tenendo conto delle norme di prevenzione. Chiediamo alla Prefettura di farsi promotrice nel convocare un incontro urgente con tutti i soggetti preposti alla sorveglianza e di inserire nei bandi di gara la richiesta di attestazione dell’avvenuta formazione dei lavoratori. Feneal, Filca e Fillea di Ferrara, insieme ai lavoratori del settore, sono impegnati a programmare ulteriori iniziative di lotta e di sensibilizzazione».

Sulla morte di Cela sono intervenuti anche il segretario regionale di Fillea Cgil, Maurizio Maurizzi, e quello provinciale della Cisl, Paolo Baiamonte: entrambi rimarcano maggiore attenzione sul preoccupante fenomeno dell’aumento delle morti sul lavoro nell’edilizia. Infine, solidarietà e alla famiglia e richiesta di maggiori controlli è arrivata dal partito Potere al popolo. (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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