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Bolkestein in Italia per incontrare i titolari dei Bagni

Bolkestein in Italia per incontrare i titolari dei Bagni

Porto Garibaldi, l’economista incontra gli operatori a Roma I balneari: non ci venga a raccontare che la spiaggia è di tutti

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PORTO GARIBALDI . Frits Bolkestein in persona incontrerà, mercoledì 18 aprile a Roma, gli operatori balneari italiani, sui quali gravano, da oltre un decennio, le incognite della direttiva comunitaria, che porta proprio il nome dell'anziano economista e politico olandese. Il faccia a faccia è previsto nell'aula delle audizioni dei gruppi parlamentari ed anche la costa comacchiese non farà mancare la propria partecipazione.

«Non mi si venga a dire che la spiaggia è di tutti - esclama Giuseppe Carli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi -, perché è di chi la paga e noi paghiamo molto più del dovuto i canoni demaniali, sostituendoci spesso allo Stato tra controlli, sicurezza, ripascimento. Da anni viviamo una palese ingiustizia». Il futuro delle concessioni demaniali è anche legato alle sorti di una legge partorita a metà, dal momento che «è stata approvata alla Camera - interviene Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -, ma manca il passaggio al Senato. L'impianto è corretto, ma mancano gli interlocutori al Governo». È stato condiviso il cosiddetto “doppio binario”, che prevede la mesa all’asta per le concessioni demaniali di nuovo rilascio ed una proroga di almeno 35 anni per i titolari delle concessioni attuali, riconoscendo loro l'opportunità di rilevare l'area in concessione. Linea condivisa dai bagnini anche per quanto concerne la revisione dei canoni. A sud, Nicola Spinabelli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina, nel confermare la partecipazione di una delegazione a Roma, ribadisce che «la direttiva è stata mal applicata. È ovvio che noi la contrastiamo. C’è un contratto pattuito a suo tempo con lo Stato e non ci si può dire in corso d'opera che si cambiano le regole. Non esiste - incalza Spinabelli - un’azienda che ad un certo punto, dopo aver investito tanto, deve chiudere». Una delle conseguenze più deleterie della direttiva Bolkestein, a parere degli operatori, è consistita in un rallentamento del mercato delle compravendite degli stabilimenti balneari, sino all'attuale fase di stagnazione. Si investe poco e c’è poca spinta verso l'acquisto proprio per non incappare nel rischio di una messa all'asta delle concessioni.

«Siamo sfiduciati - afferma Nicola Mendilicchio, titolare del bagno Pinguino del Lido di Volano -; in Spagna da tempo hanno già ottenuto una proroga di 40 anni e noi paghiamo tasse esose anche se una mareggiata ci mette in ginocchio». Per Sante Fabbri, titolare del bagno San Marco del Lido di Spina, «a differenza di altri Paesi europei che hanno messo in chiaro la situazione, noi siamo ancora nel limbo e gli investimenti sono calati drasticamente».

Katia Romagnoli

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