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Casa occupata: cacciati gli abusivi

di Annarita Bova
Casa occupata: cacciati gli abusivi

Argenta, famiglia occupa l’alloggio Acer senza alcun titolo «Abbiamo una bimba piccola, non sappiamo dove andare»

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ARGENTA. Hanno occupato abusivamente una casa del Comune e gestita da Acer e ieri mattina sono state portate avanti le operazioni di sgombero. È successo ad Argenta e la storia è di quelle difficili da digerire, perché l’oggettività dei fatti fa a pugni con la realtà.

Per capire, bisogna fare un passo indietro. La famiglia che ieri è stata obbligata a lasciare l’appartamento vede mamma, papà e bambina di un anno con grossi problemi economici. Per sbarcare il lunario, la donna ha sempre effettuato le pulizie in diverse case, tra cui quella del signore che abitava nella casa Acer di Argenta. L’uomo si è ammalato gravemente e conoscendo la situazione della famiglia, ha pensato di ospitarla mentre lui era ricoverato altrove, così da darle un tetto almeno per qualche tempo. Nel 2016 le sue condizioni si sono aggravate ed è morto e per Acer, in linea teorica, l’appartamento era tornato libero e pronto per essere riassegnato a chi aveva fatto regolare domanda di assegnazione di alloggio popolare entrando in graduatoria.

Peccato che in pratica la famiglia non lo ha mai lasciato e sebbene più volte invitata ad andarsene, la porta è sempre rimasta chiusa davanti alle richieste di Acer e Comune.

«Non sappiamo dove andare - dice la coppia - e adesso abbiamo anche una bimba di un anno. Abbiamo un parente, ma ci sono altre dodici persone in casa sua e con la piccola è un incubo. Cosa facciamo, dormiamo in strada? Abbiamo chiesto aiuto al sindaco, al Comune ma nessuno al momento ci ha dato delle riposte. E oggi (ieri, ndr) ci buttano fuori».

In tanti si chiedono se vi fosse la possibilità di riassegnare direttamente l’alloggio alla famiglia in questione, ma «non è certo possibile - spiega Diego Carrara, direttore Acer Ferrara -. Abbiamo una lista d’attesa da rispettare, con altre persone che hanno bisogno di una casa e che hanno fatto tutte le domande. Loro, per esempio, non risultano nemmeno in lista d’attesa. Dispiace e davanti a certe situazioni è difficile restare freddi, ma purtroppo, o per fortuna, è la legge che parla non il cuore».

Non solo. L’occupazione abusiva ha peggiorato la situazione già precaria della coppia che per i prossimi dieci anni non potrà più fare richiesta di alloggio ad Acer. «Siamo disperati, qualcuno ci deve aiutare, anche solo a trovare un lavoro. Dobbiamo dare un tetto questa bambina. Aiutateci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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