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Edificio fatiscente già prima del sisma Niente contributi

Edificio fatiscente già prima del sisma Niente contributi

Alberone, rigettata la domanda avanzata dai proprietari Il Comune: non ci sono i requisiti per concedere i fondi Mude

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ALBERONE. «Nell’analizzare la documentazione è stato rilevato, verificando immagini del 2010, pre sisma, come la casella agricola non mostrasse i requisiti richiesti dalle ordinanze commissariale. Un esito di rigetto della domanda Mude per l'assegnazione di contributi per la ricostruzione, a testimonianza di come i controlli negli uffici comunali vengano eseguiti prima, durante e dopo l’istruttoria delle pratiche».

Questa la motivazione fornita dall’amministrazione comunale, all’ordinanza firmata il 9 aprile scorso dal sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, nella quale viene rigettata la domanda Mude per l’assegnazione di contributi per la ricostruzione a beneficio di un immobile, di proprietà di Simona Salvi e Mirco Roda, che si trova in via Bregoli ad Alberone.

Dopo l’appello rivolto a istituzioni e organi di controllo, a prendere in esame e verificare con attenzione le pratiche, il Cvr (Comitato verifica ricostruzione) attraverso uno dei suoi promotori Nelson Zagni, segnala l’accaduto.

Sotto la lente d’ingrandimento del Comitato infatti, il sistema che ha comportato la concessione, secondo i Cvr «indebita, di contributi anche a chi non ne avrebbe avuto diritto, per la ristrutturazione di ruderi (caseifici, case di campagna e fienili) già fatiscenti, da tempo collassati, abbandonati, e/o inutilizzati».

Nell’atto di rigetto della richiesta, come notificato ai proprietari e al professionista delegato geometra Andrea Corazza, si legge: «Dagli esiti dell’istruttoria del procedimento amministrativo condotta dal responsabile del procedimento architetto Magnani Fabrizio, sono emersi elementi ostativi all’accoglimento dell’istanza: il contratto di comodato d’uso non risulta registrato entro la data del sisma e la documentazione allegata non risulta sufficiente per la dimostrazione dell’utilizzo ai fini produttivi/agricoli dell’immobile. E infine, nell’anagrafe dell’azienda agricola non risulta menzionato il fabbricato oggetto della richiesta di contributo. Dichiarazione che rappresenta invece un obbligo derivante sia da normativa comunitaria, che nazionale e regionale. L’omissione comporta, di fatto, l’irregolare esclusione di detto immobile da controlli obbligatori in materia di rispetto dell’ambiente, ovvero che il fabbricato non è considerato funzionale, da parte della stessa impresa, all’attività produttiva ordinaria agricola».

Il rigetto, riferisce e conclude l'amministrazione comunale, «si inserisce nel normale iter di istruzione delle pratiche Mude. L'ufficio comunale ha constatato la mancata corrispondenza fra normativa e controlli oggettivi».

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