«Offro solidarietà concreta al padre vittima del branco»
Nessuna intenzione di presentarsi come l’eroe di turno. Pierandrea Andriulli, 53 anni, ufficiale dell’Aeronautica Militare in servizio, arriva in redazione e parla da padre. «Da padre a padre - ci...
Nessuna intenzione di presentarsi come l’eroe di turno. Pierandrea Andriulli, 53 anni, ufficiale dell’Aeronautica Militare in servizio, arriva in redazione e parla da padre. «Da padre a padre - ci dice subito, tanto per mettere le cose in chiaro - , stanco di leggere di famiglie ancora una volta vittime di questi branchi di ragazzini violenti». Non c’entra la divisa, non c’entrano i gradi. Questa volta. E nemmeno le tante missioni (da Kabul, a Pristina, a Mogadiscio, ad altri terribili teatri di guerra) che l’hanno portato praticamente in tutto il mondo, con la specializzazione di pilota di elicotteri. Ma questo, appunto, sarebbe un altro discorso.
Andriulli parla a titolo personale, qui alla Nuova. E porge, con uno slancio d’animo non comune, «la solidarietà di un padre ad un padre». Una solidarietà «concreta», ribadisce Andriulli. Ma che si sostanzia in cosa? «Devo fare una premessa - ci spiega - Non sono qui per sostituirmi alle forze dell’ordine, né per ipotizzare improbabili ronde». E allora? «Ciò che mi sento di offrire nel modo più sincero - spiega Andriulli - , e mi rivolgo in particolare al padre (circondato dai bulli e minacciato, ndr) protagonista dell’ultima denuncia di cui ho saputo leggendo la Nuova Ferrara, è un aiuto concreto, non parole ma fatti. Immagino che il figlio di questa persona possa avere timore a muoversi, con il cuore in gola per la paura di incontrare questi bulli. Personalmente mi rendo disponibile nei confronti di quel padre ad accompagnare, ad esempio, il figlio nei luoghi in cui deve recarsi, che so? in piscina, a lezione di tennis, ed a garantire così la sua sicurezza». Un modo, insomma, per «non stravolgere - chiarisce Andriulli - la vita di questo ragazzino, per non costringerlo a modificare le proprie abitudini solo perché il padre o la madre sono impegnati al lavoro e non possono accompagnarlo. Non vorrei che quel bambino si sentisse limitato nella sua vita normale». La vicenda ferrarese delle baby gang, intanto, è approdata anche in Parlamento: in una interrogazione, infatti, il senatore Alberto Balboni chiede al ministro dell’Interno quali «misure si intendano adottare» per fare fronte ad un fenomeno divenuto a Ferrara tanto grave quanto preoccupante.
Infine, proprio in qualità di padre, Pierandrea sarà uno dei partecipanti di “Ariosto Verde”, la festa nel giardino del liceo Ariosto di Ferrara, già fissata per domattina e riservata ai genitori dei liceali. Chissà che non possa essere già l’occasione per incontrare quel padre.
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