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Bompani in sciopero La sorpresa dell’ad: «Il dialogo è aperto»

Bompani in sciopero La sorpresa dell’ad: «Il dialogo è aperto»

OSTELLATO. I sindacati aprono lo stato di agitazione alla Fox Bompani e l’azienda, con una nota, si rammarica e auspica «più collaborazione e comunicazione tra imprenditore e lavoratori, che lavorano...

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OSTELLATO. I sindacati aprono lo stato di agitazione alla Fox Bompani e l’azienda, con una nota, si rammarica e auspica «più collaborazione e comunicazione tra imprenditore e lavoratori, che lavorano invece per lo stesso scopo». Secondo i rappresentanti sindacali, il lavoro all’interno dello stabilimento «è sempre più pesante, con problematiche organizzative e produttive». «Le difficoltà ci sono sempre per chi va controcorrente - spiega l’amministratore delegato di Bompani, Enrico Vento -. La Bompani è dispiaciuta e sorpresa dell’iniziativa presa dai propri lavoratori. Il mio impegno a favore dei lavoratori è quotidiano, ma oggi mi è chiaro che questo non viene percepito, e mi dispiace. Ogni scelta dell’azienda viene fatta nell’interesse comune di impresa e lavoratori». «Durante il periodo di crisi - va avanti Vento - abbiamo stabilizzato oltre 40 lavoratori con contratti a tempo indeterminato e abbiamo continuato ad investire in formazione».

«Le difficoltà ci sono sempre per chi va controcorrente - spiega Vento -. Le delocalizzazioni sono forse una ricetta più facile. Tuttavia la Bompani, superato il periodo di crisi, sta cercando nuovi equilibri che le consentano di crescere e di svilupparsi in modo equilibrato, duraturo e sostenibile. In Italia. Questi obiettivi devono essere un terreno di lavoro condiviso dall’imprenditore e dai lavoratori. Ed è un terreno che può favorire qualsiasi tipo di dialogo. Il mio lavoro è rivolto al territorio, ai dipendenti e vuole dare un segnale che l’industria italiana può farcela senza ricorrere alle delocalizzazioni, anche in un settore come quello degli elettrodomestici. Ciò è possibile puntando sulla bellezza dei prodotti, sulla qualità della manifattura italiana, sulla cultura e la storia che è dietro a ogni nostro prodotto. Tutte cose che le delocalizzazioni impoveriscono e disperdono. Non è una ricetta facile, ma è una sfida che deve vedere tutte le forze unite: imprenditore, lavoratori, istituzioni, territorio, opinione pubblica».



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