Coldiretti insiste sul Made in Italy
COPPARO. Una politica di valorizzazione dei prodotti del territorio e del Made in Italy anche di provenienza locale. Accompagnata dalla raccolta di adesioni all’iniziativa “Stop al cibo falso”, in...
COPPARO. Una politica di valorizzazione dei prodotti del territorio e del Made in Italy anche di provenienza locale. Accompagnata dalla raccolta di adesioni all’iniziativa “Stop al cibo falso”, in cui si chiede all'Europa di rendere obbligatoria l'indicazione di origine degli alimenti, per una maggior tutela sia dei produttori che del consumatore finale. E, infine, un'opera di sensibilizzazione nelle scuole per educare i bambini al mangiare sano ed equilibrato. Questi gli obiettivi e i programmi di Coldiretti tanto nel Ferrarese che a livello nazionale.
L'associazione, spiegano il presidente Mario Ghirardello e il segretario di zona Paolo Ferrozzi, «conta nell'Unione Terre e Fiumi (e Jolanda di Savoia) 760 soci, con una media poderale tra i 20 e trenta ettari di superficie e 90 imprese che danno occupazione diretta, a parte l'indotto. Nel 2017 la siccità ha fatto danni pure qui - spiegano- ma grazie alla professionalità dei soci e alla qualità produttiva, si è tenuto duro. Ma c'è il problema dei prezzi troppo bassi per alcune colture, grano duro soprattutto, e la stagione della semina è in ritardo. Aziende giovani? Sono un po' di più che in passato».
Ma affitti alti sopra i costi di produzione non aiutano. Però c'è volontà di crescere: servono aiuti per nuovi insediamenti. Aggiungono i dirigenti: «Abbiamo incontri periodici con i Comuni locali, finora quello di Ro ha fatto una delibera a sostegno delle aziende».
Secondo Coldiretti inoltre «occorre contrastare con delibere ad hoc l'accordo Ceta (accordo economico e commerciale globale) col Canada. Perché così com'è, è devastante per le nostre aziende. Siamo per l'alleanza, per l'Europa libera dal Ceta: con noi vi sono anche Acli, Cgil, Lega Ambiente, Arci, le associazioni dei consumatori e Greenpeace. Siamo contrari alle Ogm: attenzione a queste produzioni, mentre i prodotti italiani sono controllati al 99%. Sono più sicuri rispetto ad altri paesi. Tra l'altro- dicono ancora- c'è la crescita annua del biologico del 15%. Questo è un settore che cresce e un valore aggiunto per l’agroalimentare: per un consumo consapevole».
Concludono i dirigenti Coldiretti: «Ricordiamo le iniziative nelle scuole della nostra Donna Imprese rivolte ai bambini per mangiare più frutta di stagione: un progetto che ha molto successo anche tra le insegnanti».
Franco Corli
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