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«Il sindaco sarà sereno Ma i debiti restano tutti»

«Il sindaco sarà sereno Ma i debiti restano tutti»

Portomaggiore, la minoranza dopo l’intervento di Minarelli sul bilancio «Dobbiamo pagare ancora per tanti anni e c’è chi ha delle colpe precise»

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PORTOMAGGIORE. «Il sindaco può anche essere soddisfatto, ma prima di cantar vittoria bisognerebbe tenere presente quello che hanno combinato negli ultimi sedici anni». È dura la reazione della minoranza dopo la riunione dei capigruppo giovedì sera sulla questione bilancio a Portomaggiore. Il sindaco Nicola Minarelli ()nella foto sotto) ha affermato che la situazione adesso è più serena e che il potenziamento del settore finanze e la rimodulazione del piano rientro possono certamente far respirare il Comune. «Non siamo a sbandierare trionfalismi, ma almeno la situazione è più tranquilla», ha detto il primo cittadino mentre secondo Roberto Badolato (Per Portomaggiore) «continua a deviare il discorso, pensando che i cittadini siano disposti a farsi prendere in giro. Può anche darsi che il bilancio di quest’anno sia andato meglio, e ci mancherebbe altro ma il debito resta, è reale e non sarà cancellato da nessuno se non dai contribuenti. Per dieci anni dobbiamo pagare e la colpa è di una cattiva amministrazione».

E mentre Gian Luca Lombardi (Lega Nord) preferisce intervenire solo dopo aver letto tutti i documenti, il consigliere del gruppo misto Giovanni Tavassi dice la sua: «Il sindaco ha illustrato alcuni dati di rendicontazione che saranno poi oggetto di un consiglio comunale a fine mese - sottolinea -. Sono dati importanti che devono essere messi alla portata anche della cittadinanza, in quanto legano l'ente ad una procedura di ripiano che per una parte va fino al 2044 e per un’altra fino al 2023». Subito dopo il caso del disavanzo e le contestazioni del ministero e Corte dei conti, l’ente aveva bloccato le spese ed ha potuto così recuperare 1.740.663,57, «ovviamente di questo non hanno giovato i servizi - dice Tavassi -. Il decreto legge di fine anno 2017 è stato molto importante e ha dato maggior respiro nella formulazione di questo ripiano che altrimenti doveva essere fatto in 10 anni. Comunque noi crediamo che questi dati si riferiscono a cifre importanti che richiedono, sempre e comunque, prudenza nella gestione dei prossimi bilanci, augurandoci che non pesino sulle scelte e sui servizi che i cittadini si aspettano». Infine, Tavassi aggiunge che «da questi dati emerge anche quello che avevamo chiesto in consiglio comunale, di evitare la vendita delle azioni Hera per 500mila euro, evidenziata anche dal Revisore dei Conti che aveva scritto che si poteva fare a meno della vendita rispetto al disavanzo, ma l’amministrazione ha comunque voluto disfarsi di una parte di patrimonio».



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