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L’amianto uccide in silenzio tredici ferraresi ogni anno

L’amianto uccide in silenzio tredici ferraresi ogni anno

Dall’alto dei capannoni industriali o dei garage, fino a penetrare nel corpo umano, il percorso delle particelle di eternit è subdolo. Porta sofferenze, talora morte. Troppi morti: in provincia, sono...

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Dall’alto dei capannoni industriali o dei garage, fino a penetrare nel corpo umano, il percorso delle particelle di eternit è subdolo. Porta sofferenze, talora morte. Troppi morti: in provincia, sono in media 13 all’anno i mesoteliomi maligni letali causati dall’amianto. A cui vanno sommate le decine e decine di carcinomi polmonari.

Lo testimonia il Registro mesoteliomi dell’Emilia Romagna e in regione siamo ai primi posti in quanto a gravità della situazione. «Solo a Reggio e Modena, in percentuale sugli abitanti, si muore di più. E questi decessi sono superiori rispetto a quelli causati dagli infortuni sul lavoro», sottolinea Romeo Zazzaroni, dello Sportello ferrarese dell’Associazione Familiari e Vittime Amianto. Combatte la sottovalutazione del problema questo comitato, un silenzio che si intreccia con l’incubazione lunghissima, «la malattia può manifestarsi anche 30-40 anni dopo l’esposizione, pure a quantità limitate di amianto», ricorda Zazzaroni. Secondo le proiezioni il picco di mesoteliomi lo stiamo attraversando proprio in questo periodo e potrebbe prolungarsi fino al 2025, per poi declinare in modo relativamente rapido.

Negli archivi, intanto, ci sono le certezze. Su tutte, i 268 morti ferraresi dal 1996 al 2017, tre su quattro uomini. La causa è l’esposizione professionale certa all’amianto nel 45% dei casi, probabile (18%), possibile (9%). Contano anche l’esposizione ambientale (2%) e familiare (7%). «Succede quando ti porti a casa il tumore e lo trasmetti a moglie e figli. È capitato di recente a Codigoro», dice Zazzaroni. Il tema è stato al centro ieri di un convegno della Cgil, alla presenza di sindacalisti e amministratori pubblici. L’obiettivo comune è l’attuazione del Piano regionale amianto, imperniato su punti chiari a carico di enti locali (mappatura dei siti e bonifiche), Asl (sorveglianza sanitaria con appositi ambulatori) e sistema ospedaliero (riorganizzazione delle cure e presa in carico globale dei malati).

Fabio Terminali

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