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Primi risparmiatori Carife rimborsati dall’Anac

di Fabio Terminali
Primi risparmiatori Carife rimborsati dall’Anac

Quasi 35mila euro di indennizzi decisi dagli arbitri dell’Autorità anticorruzione Sei domande ferraresi esaminate. Debutto a maglie larghe: ok nel 91% dei casi

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Qualcosa finalmente si muove sul fronte Anac per ciò che riguarda i rimborsi agli obbligazionisti Carife. Pochi giorni fa c’è stata la prima seduta dei collegi arbitrali che devono valutare le istanze di accesso al Fondo di solidarietà presentate dai risparmiatori delle quattro banche, tra cui quella ferrarese, coinvolte dal decreto del novembre 2015 e poi poste in liquidazione. Nel corso della seduta sono state esaminati complessivamente 32 ricorsi, dei quali 29 accolti.

Nello specifico, sei le domande inerenti la Carife passate al vaglio e la commissione per questi casi ha deliberato ristori per un ammontare pari a 34.400 euro. Si dirà: una gocciolina nel mare dei risparmi andati al vento, in fondo è solo una millesima parte dei 34 milioni già liquidati a oltre 6mila obbligazionisti azzerati dall’intervento veicolato dal Fitd, il Fondo interbancario per la tutela dei depositi. Tuttavia il debutto lascia ben sperare, vista l’altissima percentuale (91%) di accoglimenti delle istanze. L’operazione poi è destinata ad accelerare i suoi effetti: d’ora in avanti le riunioni dei collegi arbitrali avranno frequenza settimanale.

L’accelerazione era particolarmente attesa dai risparmiatori. All’attenzione dell’organismo insediato dall’authority guidata da Raffaele Cantone sono pervenute 382 pratiche inviate da obbligazionisti Carife; si tratta di chi punta a essere rimborsato al 100% o di chi è stato escluso dalla possibilità di accedere all’indennizzo forfettario dell’80% in quanto sopra la soglia dei parametri di reddito e patrimonio mobiliare. La richiesta di risarcimenti complessivi supera i 7 milioni di euro, con una forbice dei singoli obiettivi che va dai 516 ai 300mila euro. Come stabilito dalle linee guida Anac, oggetto di giudizio in questa prima fase sono i ricorsi presentati da risparmiatori ultrasettantenni e con un investimento inferiore ai 50mila euro, e inoltre da artigiani e agricoltori.

Si attendono novità pure dal Fondo di ristoro da 100 milioni di euro lanciato dall’ultima legge di stabilità. Manca ancora il regolamento attuativo, promesso del Governo entro la fine di marzo, e Federconsumatori chiede al sottosegretario Paolo Baretta di convocare le associazioni per varare un decreto che dia risposte reali ai risparmiatori truffati perché finora, «gli unici incontri sono quelli che intrattiene con il comitato dei risparmiatori nel Nord-Est, come se la questione riguardasse solo quel territorio e non l’intero Paese e tutte le banche», rimarca il presidente provinciale di Federconsumatori, Roberto Zapparoli. Alcuni giorni fa a Mestre, appunto, Baretta disse che il regolamento è in pratica già pronto: mancherebbero solo «dettagli tecnici». Ma in assenza di un governo con pieni poteri non c’è dare troppo affidamento a queste dichiarazioni. Zapparoli è preccupato da un’altra cosa e ciò che si lega la possibilità di accesso al fondo «a “sentenza passata in giudicato o titolo equivalente” (non si capisce quale). Non solo, ma legare la possibilità di ristoro alla data di presentazione della domanda non ci pare una scelta oculata». Un tale vincolo, aggiunge Federconsumatori, rischia di «incentivare un “fittizio” contenzioso giudiziario, che magari farà felici gli studi legali, ma sicuramente costerà caro a chi ha visto i propri risparmi azzerati».

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