«È una trappola voler trovare a tutti i costi il colpevole»
«Di fronte a casi come questo, è tutta la comunità adulta che deve farsi avanti, porsi domande. E attenzione alla trappola di voler trovare a tutti i costi il colpevole. Il problema è complesso, non...
«Di fronte a casi come questo, è tutta la comunità adulta che deve farsi avanti, porsi domande. E attenzione alla trappola di voler trovare a tutti i costi il colpevole. Il problema è complesso, non serve il sensazionaismo». C’è la relazione tra i genitori e i propri figli al centro della riflessione di un operatore di Promeco, l’agenzia del Comune (che associa anche l’Asl e le Università di Ferrara e Bologna) specializzata nel supporto educativo, attività svolta nelle scuole. «Nella grandissima maggioranza dei casi - sostiene l’educatore professionale - ci troviamo ad avere a che fare con famiglie e adolescenti che manifestano crisi fisiologiche nei loro rapporti. Le vicende molto gravi di questi giorni sono connotate invece da difficoltà marcate, che spesso non ricadono sotto la voce “bullismo” quanto piuttosto sotto quella di “devianza”: a questo punto non è più una faccenda educativo-psicologica ma giuridico-penale».
Il concetto fondamentale, allora, è «arrivare prima», precedere le difficoltà. «Le famiglie - osserva l’operatore di Promeco - devono sapere intercettare le fragilità, aumentare i momenti di ascolto dell’adolescente il quale è normale abbia dei comportamenti provocatori nei confronti dell’adulto e della società». Questa capacità di osservare e accompagnare è tuttavia «un’operazione faticosa: non tutte le famiglie ne hanno voglia. Serve empatia, vero, ma questo non significa far fare al giovane tutto ciò che vuole: l’ideale è avere dinamiche dialettiche, con l’obiettivo di governare la crescita».
Ma i casi di bullismo e di violenza giovanile sono in crescita? «Non direi - risponde l’educatore professionale -, ora siamo piuttosto una società più sensibile che in passato, quando certi fenomeni gravi non riuscivamo a vederli». In merito all’arresto dei componenti della baby gang l’operatore Promeco non si esprime, «sono misure cautelative che attengono alla giustizia minorile, non è il mio campo. E’ comunque una misura estrema, uno stop che può dare al giovane il tempo di riflettere e ricostruire».
Fabio Terminali
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