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Nel Copparese si lavora per una nuova Lega

Nel Copparese si lavora per una nuova Lega

Sale la tensione: confermata l’espulsione di Bigoni e la Grassilli punta i piedi «Pago due commenti su Facebook». «Oggi nel partito idee diverse da Salvini»

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COPPARO. Sale la tensione all’interno della Lega nel territorio dell’Unione Terre e Fiumi. Anzi, forse sarebbe meglio dire all’esterno, visto che pare sempre più concreta l’ipotesi della nascita di una lista trasversale, che comprenda i tanti consiglieri comunali usciti (cacciati) dalla Lega nel giro di pochi mesi. Nessuno lo conferma apertamente, ma qualcosa si muove e i nomi coinvolti sarebbero i tanti consiglieri ora al gruppo misto in vari Comuni. Se prima sono state Roberta Boccafogli, consigliere di Formignana, e Luana Veronese, consigliere di Copparo, ora è ufficiale l’espulsione di Stefano Bigoni, capogruppo leghista a Berra. «Mi sono confrontato con il direttivo nazionale - racconta Bigoni -, ma è stata confermata l’espulsione. La motivazione? Per due commenti su Facebook sono stati buttati via dieci anni di seria militanza nella Lega. Siamo passati da “W la Padania” a “Italiani al primo posto”, mi sono permesso di esprimere sui social la mia confusione di fronte a questo cambio di linea, oltre a manifestare il disagio nel fare politica che stavo sentendo da alcuni mesi a questi parte. Quest’ultimo aspetto è confermato dall’uscita dal partito di altri consiglieri del territorio, ma anche l’addio di diversi militanti. Continuerò le battaglie per il federalismo e la fusione tra Berra e Ro come ho sempre fatto. Ho sempre detto quello che penso, figuriamoci ora che sono “libero”: la Lega ha persone serie e brave nell’Alto Ferrarese, ve ne sono di serie anche in città, dove però alcuni esponenti sono affetti da “manie circensi” che non condivido. Il coordinatore provinciale? Come detto, la mia sofferenza non è recente, mi spiace non essermi potuto confrontare a livello provinciale dove penso siano state perse le redini del movimento».

Resta in bilico la posizione di Barbara Grassilli, consigliere di Formignana attualmente “sospesa” ma evidentemente sempre più lontana dal direttivo provinciale: «Riguardo i veri motivi della mia sospensione (ingiusta) - spiega -, come già detto i malumori c'erano da tempo. La famigerata cena con i 5 stelle è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma su questo sono perplessa, visto che la lega di Ferrara aveva dichiarato “No alleanza o governo con i 5 stelle”, mentre Salvini si è dimostrato aperto a questa proposta. Ritengo, e so, di avere lavorato seriamente per il partito, spesso sola ed arrangiandomi ai consigli comunali, sempre con moderazione e pacatezza. Come consigliere comunale ho sempre seguito le linee guida del partito, ciò non toglie che ogni consigliere possa avere la propria sensibilità e temperamento, ma non è certo un motivo valido per andare incontro ad una sospensione o espulsione. A questo punto, con rammarico, mi chiedo se la Lega di Ferrara è la stessa di Salvini? Spero che il mio, e ripeto mio, partito possa ricredersi sulla decisione, ma non saranno di certo questi sei mesi sospesa a farmi perdere i valori in cui ho sempre creduto».

E sulla vicenda Bigoni interviene anche l’ex deputato Angelo Alessandri, segretario della Lega Emilia: «Ho appreso - commenta - che pure a Ferrara, come in altre province, continua la miope e dannosa opera di annientamento territoriale che fu costruito con tanta fatica negli anni scorsi. Sempre più orientati verso consensi solo mediatici, da qualche tempo in diverse zone dell’Emilia la Lega espelle o allontana esponenti storici... Gente come Stefano Bigoni (e molti altri) non possono essere un “fastidio” da rimuovere ma valori importanti e basi su cui crescere».

Davide Bonesi

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