Per le Case del popolo è scontro: i centesi non votano il bilancio
La sezione guerciniana boccia la gestione di Ferrara «Noi esclusi da tutto. No alla vendita di palazzo Breveglieri»
CENTO. «Votiamo contro al bilancio della Coop ‘Case del Popolo’ di Ferrara per protestare con forza contro una modalità di gestione che riteniamo incomprensibile e non adeguata. Chiediamo di essere riconosciuti come parte della Cooperativa e diciamo no alla vendita dell’immobile storico di via Breveglieri. Abbiamo già individuato un percorso giuridico legale che intendiamo intraprendere per far valere la nostra posizione e difendere questa sezione e sede».
Linea e presa di posizione dura, quella assunta dai soci della sezione Centese della Casa del Popolo, riuniti venerdì sera in assemblea per votare il bilancio 2017 della Coop 'Case del Popolo' di Ferrara. Assente qualsiasi componente del Cda della Coop di Ferrara, i soci centesi guidati dalla presidente Claudia Tassinari e della segretaria Marcella Cariani, si sono trovati a valutare un bilancio, che chiude con una perdita di 52mila euro, fatto soli di numeri e privo di relazione accompagnatoria del consiglio e del revisore dei conti: «Non ci sono stati forniti gli elementi utili per valutare il conto economico, né per capire le intenzioni della Coop. Quel che è certo invece, è che nonostante la mediazione di Lega Coop, i vertici della Coop di Ferrara non riconoscono la riapertura della Sezione Centese. Una situazione difficile, a dir poco incresciosa, che si sta trascinando dal 2016».
La sezione Centese, come riferito dalla presidente Tassinari, ha dovuto ricorrere a fine 2016, all’intermediazione della Camera di Commercio, ottenendo dalla Coop ferrarese, la revoca sia della delibera di scioglimento della sezione di Cento, sia dell'atto di messa in vendita dell’edificio: «Da parte nostra, molti tentativi di dialogo, inutili». E, infine, il tema ‘vendita della Casa del Popolo di via Breveglieri: «Nonostante gli atti di revoca, la Coop di Ferrara prosegue in via informale. Si vende un patrimonio storico e di valori della comunità centese, per fare cassa, per ripianare difficoltà di bilancio e coprire incapacità gestionale. E non ci è stato chiesto alcun parere».
Consapevoli dei costi dell’immobile, («in tasse, 500euro di assicurazione e 3mila euro di Imu»), la sezione Centese ha chiesto al presidente Marco Coltelli di essere coinvolti sul futuro dell’edificio: «Vogliamo collaborare per ripianare la perdita della sede ma ci siamo trovati la porta chiusa in faccia».
Da ricordare che nell’edificio c’è la sede Pd, che ha con Case del Popolo un contratto d'affitto di 1.650 euro/anno, valido fino al 2021. Poi il rilancio alla città, per non perdere «un edificio storico e di valore». (be.ba.)
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