Un padre esemplare
Il commento del direttore Luca Traini: dovremmo essere grati, tutti, al padre ferrarese che ha scelto di denunciare i giovanissimi che taglieggiavano il figlio
Dovremmo essere grati, tutti, al padre ferrarese che ha scelto di denunciare i giovanissimi che taglieggiavano il figlio e chissà quanti altri compagni di scuola, alle medie. Più che bulli, piccoli banditi in carriera, in un crescendo giunto alle rapine e alle estorsioni. E allo spaccio - sospettano gli inquirenti.
Avrebbe potuto star zitto, l’uomo, come tanti prima di lui: chiuderla con cinquanta euro, ingoiando la rabbia e borbottando al pargolo dritte su testa bassa e occhi aperti. O dar sfogo a istinti e bile, e risolverla da sé - tentare di risolverla da sé... Poteva, e sarebbe cambiato nulla. Ma quel genitore ha scelto di farne una questione pubblica, quale è e deve essere. Attivando la legge, che ha risposto con i provvedimenti rapidi ed efficaci di cui oggi diamo conto. E sollecitando la comunità, che non è rimasta indifferente.
La testimonianza dell’uomo, pubblicata martedì dalla Nuova, è stata una scossa. Ha fatto accendere i riflettori sulla portata criminale del fenomeno “baby gang”, azzerando alibi ed equivoci, bruciando ogni scusa che ci ha fatto voltare dall’altra parte. Una chiamata alla responsabilità da cui possono nascere i giusti anticorpi.
Quel padre è un esempio, non solo per suo figlio. (l.t.)
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