Opere d’arte in un angolo Ma nessuno interviene
La Pro Loco di Pontelagoscuro denuncia la situazione dentro l’ex Centro civico Si tratta di circa 250 lavori donati dagli artisti al Comune mai inventariati
Duecento 250 opere (tela in più, scultura in meno) accatastate nelle varie stanze dell’ex Centro civico di Pontelagoscuro. Lasciate lì a deteriorarsi o, magari, bottino per qualche malintenzionato che decida di andare a compiere un furto all’interno di una struttura che non è sorvegliata h24. È questo il destino di circa venticinque anni di “donazioni” al Comune di Ferrara, sorta di moneta di scambio per gli artisti che in un quarto di secolo hanno esposte nelle mostre d’arte allestite alla sala intitolata a Nemesio Orsatti. A lanciare l’allarme il critico d’arte Lucio Scardino, a segnalare la situazione di disagio Giovanni Pecorari, presidente della Pro Loco pontesana che attualmente ha sede nell’ex Centro civico.
Prima però bisogna compiere un passo indietro, a quando nella struttura in piazza Buozzi una sala è stata dedicata a Orsatti, incisore di Pontelagoscuro. Quella fu poi adibita a sala mostre, chiaramente negli anni non vi sono passati artisti di rilievo, ma vi hanno trovato spazio tanti autori noti a livello locale o giovani emergenti, per non parlare dei “cicli” di lavori, ad esempio le opere dedicate al mito di Fetonte e alla nascita del Po o quelle dedicate a Pontelagoscuro nello scorso secolo, tra il grande fiume e la Montecatini.
Il sistema adottato dal Comune di Ferrara fu il seguente: l’artista aveva l’uso della sala a titolo gratuito, custode compreso, in cambio doveva lasciare una sua opera al Comune come forma di “pagamento”, con tanto di documento di lascito. Questo è successo fino al 2014, quando la chiusura delle Circoscrizioni ha di fatto interrotto la gestione diretta della sala “Orsatti”. Nel 2000 e nel 2004 a spese del Comune lo stesso Scardino realizzò il catalogo delle opere donate al Comune, il terzo volume aggiornato è uscito a colori nel 2015 a spese della Pro Loco.
«Ma ora le opere sono ammassate lì - spiega Pecorari -, alcune non ci sono più, finite chissà dove e nessuno fa niente. Ringrazio Scardino per aver sollevato questo tema. Noi siamo volontari e, anche volendo intervenire, non possiamo perché sono di proprietà del Comune. È un peccato, siamo consapevoli del fatto che si tratta di tele e sculture di valore non altissimo, ma è un peccato non inventariarle ed è il motivo per cui ho contattato il Comune...». Ma da allora è passato circa un anno e nulla è stato fatto: «Con la chiusura della Circoscrizione sono andate perse alcune dichiarazioni di cessione degli artisti, quindi si dovrebbe contattare ogni singolo artista per rifarla. Immagino - dice Pecorari - che in Comune ci siano altre priorità e gli ex dipendenti della Circoscrizione sono in pensione, ma non spetta alla Pro Loco».
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