La Nuova Ferrara

Ferrara

La qualità dell’agricoltura nelle fertili terre deltizie

di Gian Pietro Zerbini

Il settore primario offre un valore aggiunto doppio rispetto alla media ferrarese Buono il dato delle imprese giovanili, in recupero artigianato e commercio

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Un territorio comunale vocato prevalentemente all’agricoltura. Mesola può contare su una buona superficie dedita alla coltivazione grazie alle fertili terre delle zone del Delta con molte varietà di ortaggi tra cui spicca l’asparago, diventato un prodotto molto ricercato. Il valore aggiunto dato dal primo settore con il 10,7% è quasi il doppio della media provinciale ed eleva Mesola ad uno dei comuni più agricoli del territorio ferrarese, anche se il record di Jolanda è ancora lontano. L‘agricoltura resta il settore che ha più imprese, quasi la metà del totale con il suo 49,42%, anche se è il commercio ad avere un maggior numero di addetti con oltre 500 persone occupate nel settore.

A proposito di produttività, si registra un valore aggiunto pro capite di 18.400 euro, decisamente sotto la media ferrarese che è di 22.100 euro, questo anche per un ritardo dell’industria che qui si ferma al 18,6%, a fronte di una media provinciale del 22,1%. Il settore delle costruzioni viaggia invece sopra di mezzo punto la media provinciale (3,6%), mentre rimane sostanzialmente stabile la fetta di maggioranza apportata dai servizi che supera di poco i due terzi del valore aggiunto complessivo (67,2%). Il territorio comunale di Mesola vanta due primati economici a livello provinciale. In primis c’è il settore della silvicoltura - e non potrebbe essere altrimenti vista la presenza della riserva naturale boschiva più importante del ferrarese - con lo 0,5% del totale delle imprese del comprensorio comunale che si dedicano a questa attività: non sono tante ma spicca rispetto alla media provinciale che è 0,1% e a quella del secondo comune in classifica, Poggio Renatico, con lo 0,3%. L’altro primato arriva dalle aziende che fabbricano computer con lo 0,6% del totale delle imprese, anche qui la media provinciale è ferma allo 0,2% e il distacco dalla seconda, Terre del Reno, con 0,4%, è importante.

Un comune deltizio si ciba anche di pesca, con una percentuale del 22,3% importante, ma decisamente lontana dal record insuperabile di Goro che ha una percentuale quattro volte più grande. A conti fatti nell’ultimo anno, il territorio di Mesola ha perso solo 2 aziende che rappresentano un -0,2% a fronte di un calo provinciale sull’anno del -1,1%. Più contenuta rispetto alla media ferrarese anche la perdita sul decennio della crisi con -7,7% a fronte del dato ferrarese del -8,4%. In virtù di questi dati l’economia appare stabile e non ancora in grado di decollare, la ripresa in poche parole non si vede ancora. È vero che sono leggermente aumentate le imprese artigiane arrivate 23,8% del totale, dato comunque che è tra i più bassi della provincia, ma non si registrano significativi cambiamenti sul fronte delle imprese femminili ferme al 20,4%, quelli giovanili 11,7% (che comunque rappresenta un dato più che positivo se raffrontato con la media dell’intera regione che è del 7,7%) e delle imprese straniere che sono il 3,9%, un dato che è sotto alla percentuale demografica degli stranieri residenti che è 4,7% del totale della popolazione e anche qui con la comunità romena ad essere la più numerosa nel territorio. Il rapporto di anzianità poi è di poco superiore al 3 a 1 per gli over 65 che sono quasi il 30% della popolazione a fronte del 13,3% degli under 20. Fa ben sperare comunque l’apporto dato dai giovani al sistema impresa.



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