Le sagre: mani legate. Il Pd: aiutiamo le associazioni
FERRARA. «Se si deve rispettare tutto, non si farà più niente». È preoccupato Loris Cattabriga, presidente di Sagre e Dintorni, per le conseguenze della Circolare Gabrielli. Non tanto per le sagre...
FERRARA. «Se si deve rispettare tutto, non si farà più niente».
È preoccupato Loris Cattabriga, presidente di Sagre e Dintorni, per le conseguenze della Circolare Gabrielli. Non tanto per le sagre che, limitate al servizio di ristorazione, non rientrano nel giro di vite sulla sicurezza, ma per tutte le fiere e le feste di paese che rendono più vivace e animato il nostro territorio e che sono chiamate a fronteggiare impegni e responsabilità troppo gravosi per tante realtà dell’associazionismo e del volontariato. Dopo le annunciate defezioni della Sagra della Bastia a San Biagio di Argenta e della rievocazione del 25 aprile a Copparo, «altri nodi verranno al pettine, al momento della richiesta di autorizzazione», prevede Cattabriga. Non rappresenta certo un segnale incoraggiante il bando andato deserto per due volte per la gestione della Sagra dell’anguilla di Comacchio, un altro appuntamento tradizionale del territorio messo a rischio dal lievitare dei costi-sicurezza.
Ma non è solo una questione di soldi, sottolinea ancora Cattabriga: «Gli organizzatori in questo modo sono esposti a responsabilità enormi, a rispondere penalmente in caso di problemi. Questi eventi sono curati per lo più da volontari: come si può chiedere loro di assumersi un impegno simile? Rischiare in prima persona per qualcosa fatto a beneficio della comunità?»
Anche il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, sottolinea la necessità di contribuire alla sopravvivenza di tanti eventi, magari piccoli ma preziosi per le comunità. «Prevenzione e sicurezza sono indispensabili, ma il rischio è, paradossalmente, è quello di rendere le città e i paesi meno sicuri, impedendo manifestazioni che creano coesione sociale e tengono vivi i nostri paesi».
La proposta del segretario Dem è quella di creare una cabina di regia che aiuti le associazioni nelle pratiche per le autorizzazioni e negli adempimenti tecnici, in aggiunta alle amministrazioni. «Servono strumenti di supporto, uno staff di professionisti per sostenere gli organizzatori». La circolare, precisa poi Vitellio, non impedirà lo svolgimento delle Feste dell’Unità, ma in gioco - conclude - c’è la tenuta sociale del territorio: «Dobbiamo evitare la morte delle associazioni di promozione. Minori iniziative causano centri spopolati e paesi meno sicuri perché sempre meno frequentati». (a.m.)
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