Mangolini: da noi c’è un ritorno dei giovani nelle campagne
Michele Mangolini, presidente della cooperativa “C.A.S.A. Mesola”, una realtà economica fondamentale per il territorio con i suoi 200 soci, con la sua adesione a Confcooperative, la partecipazione a...
Michele Mangolini, presidente della cooperativa “C.A.S.A. Mesola”, una realtà economica fondamentale per il territorio con i suoi 200 soci, con la sua adesione a Confcooperative, la partecipazione a Corserve Italia e un posto nel consiglio di amministrazione di Apoconerpo. Con lui facciamo il punto sulla situazione economica del comune di Mesola, tenendo presente che buona parte degli asparagi verdi Igp di Altedo si produce proprio nel mesolano.
«L’agricoltura – dichiara – ha un ruolo molto importante nel nostro territorio, avendo la possibilità di diversificare la coltivazione con le orticole non abbiamo incontrato quelle difficoltà cui sono andate incontro altre aziende in altri comuni che puntano più su riso o grano. Puntiamo a coltivare i prodotti più commerciali e ultimamente viene data attenzione anche al biologico, una nicchia di mercato che sta andando incontro ad un graduale aumento. Quest’anno siamo un po’ in ritardo a causa del clima freddo, con le piante che hanno un ciclo rallentato rispetto alla media, speriamo di recuperare. L’agricoltura rimane comunque il settore primario in tutti i sensi nel mesolano, basta sentire i discorsi che si fanno al bar la mattina prima del lavoro, l’argomento principale è proprio la coltivazione dei campi».
Tra i dati positivi Mangolini segnala anche un ritorno dei giovani alla campagna, dato confermato anche dalla buona percentuale di aziende giovanili presenti sul territorio con l’11,7% del totale.
«Diciamo – afferma il presidente di C.A.S.A. Mesola - che fatichiamo a trovare manodopera qualificata e per questo cerchiamo di affiancare personale esperto ai giovani che negli ultimi anni hanno deciso di dedicarsi all’agricoltura, è importante farli crescere. Pensi che come cooperativa ogni anno distribuiamo qualcosa come 20mila giornate lavorative, che vanno a gente che abita sul territorio con una benefica ricadute sulle famiglie locali».
Il commercio ha tenuto bene, qui probabilmente non c’è la forte concorrenza della grande distribuzione che si trova in altre zone.
«La bottega dei paesi e anche i piccoli negozi – conferma Mangolini – sono ancora un punto di richiamo per le famiglie del territorio mesolano, anzi qualche commerciante di pesce si è trasferito qui da Goro per aver meno concorrenza nel settore. Quanto all’industria, c’è da segnalare l’importante presenza della cartiera di Mesola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
