Chiosco abusivo nel porto canale Scatta il sequestro
Porto Garibaldi, una struttura galleggiante senza permessi I proprietari volevano farne una piadineria-friggitoria
PORTO GARIBALDI. Sequestro preventivo per una struttura galleggiante, ormeggiata nel porto canale di Porto Garibaldi, sotto il Ponte Albani.
Al culmine di una minuziosa attività investigativa, i carabinieri della stazione di Porto Garibaldi, con il supporto dei colleghi del Nucleo e Radiomobile della compagnia di Comacchio e dei carabinieri forestali della stazione locale, hanno proceduto, nella mattinata di ieri, al sequestro di un manufatto, di proprietà della cooperativa Logonovo, compresi arredi ed attrezzature contenute al suo interno. In tanti, tra coloro che transitavano lungo la via Marina e sul porto canale ieri mattina, si sono interrogati sulla presenza dei militari nella zona, culminata con l'applicazione dei sigilli previsti in caso di sequestro. Il provvedimento, scattato a chiusura di una serie di accertamenti compiuti dall'Arma, si è reso necessario dopo che sono state riscontrate violazioni plurime di norme e regolamenti.
Il manufatto abusivo stava per essere adibito a chiosco dedito alla somministrazione di alimenti e bevande, senza che fossero stati rilasciati i titoli autorizzativi necessari.
Nella fattispecie la struttura, nelle intenzioni dei proprietari, era destinata a divenire una piadineria-friggitoria in una location invidiabile, quale è il porto-canale, a ridosso di un'arteria stradale di grande percorrenza, come è via Marina.
Gli accertamenti compiuti dai carabinieri hanno messo in luce, fra le altre cose, che la struttura galleggiante, proprio per la sua ubicazione, era da considerarsi ad elevato rischio, in quanto prossima allo scalo di alaggio pubblico. Ma c'è dell'altro. I militari hanno infatti appurato numerosi elementi di difformità da prescrizioni regolamentari locali e sulla navigazione nelle acque interne, nonché la presenza di ripetuti dinieghi, da parte del Comune, rispetto a richieste di autorizzazione avanzate dai proprietari, allo scopo di avviare attività di somministrazione.
Le indagini sono tuttora in corso e non è dato sapere quali saranno gli sviluppi, anche se al momento non risulta che vi siano indagati. Da sottolineare l'efficacia investigativa degli inquirenti, che hanno messo i sigilli ad una struttura abusiva che si avviava a diventare un chiosco, capace di attrarre turisti e visitatori di passaggio. Ma irregolarmente.
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