La Nuova Ferrara

Ferrara

«Mi ha mandato gli sbirri a casa A quello gliela faccio pagare»

«Mi ha mandato gli sbirri a casa A quello gliela faccio pagare»

Uno della baby gang era già “attenzionato”, i carabinieri sapevano già tutto di lui, gli avevano fatto in casa, anche una perquisizione e lui come rispondeva, come messaggiava in giro a coetanei ed...

2 MINUTI DI LETTURA





Uno della baby gang era già “attenzionato”, i carabinieri sapevano già tutto di lui, gli avevano fatto in casa, anche una perquisizione e lui come rispondeva, come messaggiava in giro a coetanei ed amiche? «A quello gliela faccio pagare, perchè mi ha mandato gli sbirri a casa». Le minacce su Whatsapp non erano rivolte però al ragazzino 13enne, quello minacciato di morte se non avesse ritirato la denuncia: K. il 16enne poi arrestato ed ora in comunità aveva cambiato bersaglio, non famiglia: le minacce erano rivolte al fratello più piccolo del 13 enne. Fatti che emergono, che stanano emergendo, uno dopo altro, anche grazie alla massima collaborazione della famiglia dei due ragazzini vittime. Perchè l’inchiesta come dicevamo non è assolutamente chiusa. Anzi. I carabinieri di Ferrara (Compagnia, Norm e Stazione) stanno raccogliendo tutti i riscontri possibili, allargando il giro delle indagini, che come già riferito, potrebbe coinvolgere altri ragazzi, almeno un quarto, certo, già identificato e contro il quale sono già stati compiuti accertamenti, denunce e si cercano riscontri ad una rapina di 25 euro alla fine di febbraio/inizi marzo all’interno del Mc Donald’s, quando lui, il quarto ragazzino, assieme ad altri della baby gang aprirono lo zainetto del 13 enne, e gli rubarono i soldi nel portafogli. Era la prima azione di una serie che ha poi portato con una successione di altri fatti- reato, la procura dei minori di Bologna a valutare la estrema pericolosità almeno dei tre ragazzini che dopo rapine, violenze e minacce ora sono in stato di arresto in comunità protette. L’indagine lo ripetiamo da giorni, si muove nei binari giudiziari della procura minorile, dunque con la massima attenzione e soprattutto a tutela delle vittime che hanno età sotto i 14 anni e degli stessi autori dei reati, poco più grandi.

Questa lo ricordiamo era stata la risposta tecnico-giudiziaria i fatti, da parte dei carabinieri. In modo repressivo. Ma sia i carabinieri che la polizia e anche la Finanza per altri settori (educazione alla fiscalità, ad esempio nelle scuole, anche ieri mattina nei licei) svolgono attività di prevenzione ai reati entrando nelle classi, parlando con gli studenti di bullismo, cyberbullismo e tanto altro. Lo fanno i carabinieri e anche la Polizia, con il reparto specializzato della Polizia postale e non a caso, di recente durante la festa del corpo, in piazza Trento Trieste, è stato allestito il truck itinerante che porta in giro per l’Italia, nelle scuole e tra gli studenti, la campagna “Una vita da social”.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google