Raccolta dei meloni L’Ispettorato prepara controlli a tappeto
Sotto i riflettori la sicurezza sul lavoro degli operai agricoli Ieri alla Camera di Commercio un convegno con gli esperti
Appalti in agricoltura. Ma non soltanto appalti. Ieri alla Camera di Commercio sono state “pesanti” le novità emerse nell’ambito di un convegno promosso dall’Osservatorio Unico di Settore per l’Agricoltura. In particolare i dirigenti dell’Ispettorato del lavoro di Ferrara (il primo responsabile è Maurizio Tedeschi), a margine dell’incontro, hanno annunciato «che lo stesso Ispettorato effettuerà controlli a tappeto sui campi di raccolta di meloni e cocomeri». Ma perché l’attenzione concentrata prioritariamente su questi terreni? Presto detto: il 2017 è stato un anno record quanto a malori e patologie ai danni di lavoratori bersaglio per colpi di calore e malori simili. L’Ispettorato intende dunque monitorare al meglio quanto accadrà quest’anno. Ma non solo sugli aspetti sanitari sarà incentrata l’attività di questo ente. Dando per assodato che un operaio agricolo, mediamente, guadagna 8/10 euro all’ora, gli “occhi” degli ispettori del lavoro saranno puntati anche sul versante salari. Un impegno più volte richiamato anche da Cristiano Pistone, della Cgil di Ferrara, che ha posto l’accento sulla necessità di garantire forme più sicure di occupazione anche per i cosiddetti “stagionali”, quelli che molto spesso vengono utilizzati proprio per la raccolta di cocomeri e meloni. «Il settore agricolo nella provincia di Ferrara - ha detto tra l’altro Franco Michelini di Legacoop Estense presidente dell’Osservatorio - è tra i più rilevanti della regione con oltre 15 mila occupati e una produzione lorda vendibile di 612 milioni di euro nel 2016. È quindi assolutamente prioritario uno sforzo condiviso di tutte le parti per garantire un lavoro regolare e dignitoso e il rispetto delle regole». Durante l’incontro, aperto tecnicamente da una relazione del prof Stefano Iacobucci della Università di Ferrara, che si è soffermato soprattutto sul tema originario, quello degli appalti, illustrandone la giurisprudenza, è stato affrontato anche il grave fenomeno del caporalato, cioè di chi recluta lavoratori a condizioni di netto vantaggio per il datore di lavoro. Spesso si approfitta dello stato di bisogno del lavoratore. È così, ad esempio, che si arriva a situazioni limite in cui, invece degli 8/10 euro, l’operaio agricolo arriva a guadagnare al massimo 2/3 euro l’ora. «Una situazione intollerabile - hanno detto gli esperti - contro cui serve la collaborazione tra tutti gli enti preposti, non ultimi i Centri per l’impiego».
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