Bondeno-Demanio, guerra sulle indennità
Strade aperte al transito occupano il suolo statale. Il Comune ha chiesto al Tar una nuova udienza
BONDENO. È destinata ad andare per le lunghe la vicenda del ricorso del Comune di Bondeno, contro il demanio regionale.
Dopo che il Tar Emilia-Romagna ha dichiarato lo scorso febbraio la propria non competenza sulla materia, dichiarando “inammissibile” il ricorso dell’ente locale, costretto perciò a rifondere le spese legali. Fatto che avrà come conseguenza quelle di un ipotetico secondo round che si dovrà concludere davanti ad un giudice ordinario.
Il Comune di Bondeno aveva presentato il 30 marzo del 2017 l’istanza con la quale l’ente chiedeva di fissare una nuova udienza, in merito alla questione che coinvolge l’ente locale e il demanio dell’Emilia-Romagna. Questo perché, per stessa comunicazione della segreteria del Tar (Tribunale amministrativo regionale), essendo all’epoca trascorsi cinque anni dal deposito del ricorso del Comune verso l’ente regionale, lo stesso ricorso rischiava di diventare “perento”. In pratica, decaduto.
Avendo ancora interesse a un pronunciamento del Tar e visto che in caso contrario l’ente locale sarebbe costretto a versare quote arretrate al demanio, il Comune ha dato mandato di liquidare i propri avvocati, che stanno seguendo il tortuoso iter della vicenda, chiedendo una nuova udienza davanti al Tribunale amministrativo.
La vicenda era cominciata per una disputa relativa a un pagamento delle indennità che spetterebbero (secondo il demanio dell’Emilia-Romagna) all’ente regionale, per il periodo compreso tra il 2005 e il 2010. «Per l’immobile – si apprende in un passaggio del documento pubblicato il 14 marzo scorso da Tar e firmato dal presidente Giancarlo Mozzarelli – appartenete al patrimonio nella disponibilità dello Stato, individuato nel tratto dell’ex Cavo Napoleonico», per un tratto di circa 10mila e 720 metri quadri. E occupato da strade aperte al transito pubblico: ovvero, via Napoleonica e via Reno, che il Comune ritiene strategiche, dal momento che via Napoleonica, per esempio, costituisce un collegamento con la provinciale Virgiliana.
La controversia è finita davanti al Tar, rimanendo impaludata nelle pastoie burocratiche. Ora ci sarà, probabilmente, bisogno anche di un pronunciamento da parte di un giudice ordinario e forse solo allora si avrà l’esito della delicata questione.
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