La Nuova Ferrara

Ferrara

I DATI DELL’OSSERVATORIO FERRARESE 

Discriminazioni tra i banchi Omosessuali e disabili nel mirino

di Fabio Terminali
Discriminazioni tra i banchi Omosessuali e disabili nel mirino

Un ragazzo su quattro è stato spettatore di atti discriminatori, avvenuti soprattutto a scuola. E’ una ricerca del Osservatorio Adolescenti del Comune di Ferrara, in collaborazione con l’Asl, a fare...

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Un ragazzo su quattro è stato spettatore di atti discriminatori, avvenuti soprattutto a scuola. E’ una ricerca del Osservatorio Adolescenti del Comune di Ferrara, in collaborazione con l’Asl, a fare luce sulle “paure dell’altro” e sui riverberi in direzione bullismo e violenza. Il dato locale sui testimoni diretti è un poco più confortante rispetto a quanto (un giovane su tre) ha rivelato un’indagine nazionale il cui campione è però relativamente più contenuto rispetto a quello ferrarese. Qui, nel 2015, hanno risposto a un questionario 1.193 ragazzi dai 13 ai 16 anni, residenti nei distretti sociosanitari Centro Nord, Ovest e Sud Est della provincia.

Gli intervistati sembrano connotarsi con un’apertura maggiore rispetto a quanto si rileva nella popolazione indifferenziata, riportando buoni e ottimi rapporti soprattutto con stranieri (88,7%) e anziani (89,6%). Relazioni molto buone anche con chi ha un’altra cultura (80,7%) e religione (79,9%), anche se, mediamente, un maggiore grado di apertura si rilevato negli adolescenti stranieri (che sono il 5,6% del campione), nelle femmine e nei residenti in città e nell’Alto Ferrarese.

A livelli maggiormente negativi si collocano invece i rapporti con disabili (73,9%), e soprattutto quelli con persone con un diverso orientamento sessuale (56,2%). «Non è raro - si legge nella ricerca - che un adolescente abbia problematiche di identificazione sessuale o che sviluppi timori circa la propria appartenenza di genere, anche in virtù di stereotipi diffusi e di una mancante o inadeguata educazione sessuale, trascurata dalle famiglie e pressoché assente nelle scuole. Anche per questo, spesso accade che ragazzi molto giovani siano esposti a forme di bullismo con pesanti connotazioni omofobiche».

Questo tipo di bullismo è una realtà tipicamente maschile in quanto l’omosessualità mina, in particolar modo, la costruzione dell’identità negli adolescenti maschi; difatti, sono maggiormente le ragazze a dichiarare ottimi i rapporti con chi ha una diversa tendenza sessuale con uno scarto del 20,7% rispetto ai coetanei maschi. Ancora un dato significativo: sono soprattutto gli adolescenti stranieri e gli studenti degli istituti professionali a ritenere l’omosessualità una condizione imbarazzante con scarti significativi rispetto ai coetanei italiani e agli studenti delle altre scuole.

Altro capitolo importante riguarda la convivenza tra diverse nazionalità. Si osserva che gli adolescenti stranieri del campione in misura nettamente superiore, rispetto ai coetanei italiani, sono stati spettatori (o forse anche vittime) di atteggiamenti e comportamenti di intolleranza nei confronti di chi proviene da un altro paese (40,9% contro 24,4%) e di chi professa un’altra religione (31,8% contro 15%) . Non basta: il 40,9% dei ragazzi stranieri intervistati dichiara di avere assistito spesso a discriminazioni nei propri confronti o di chi è nella condizione di migrante.

Infine, la diversità di genere conta: le ragazze, in misura più elevata rispetto ai maschi, sembrano essere sensibili alla presenza di atteggiamenti discriminatori nei confronti di stranieri (28% contro 22,8%), persone di altra religione (17% vs 14,8%) e di omosessuali (20,4% vs 16,6%).



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