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Arpa sarà l’arbitro terzo dell’Osservatorio rifiuti

di Fabio Terminali
Arpa sarà l’arbitro terzo dell’Osservatorio rifiuti

Promossa l’idea della Morghen (M5s) di coinvolgere l’Agenzia per l’ambiente Accordo sui membri politici: il presidente della commissione più due consiglieri

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Inizia a delinearsi con più nettezza il profilo dell’Osservatorio rifiuti, l’organismo consultivo che si occuperà di formulare proposte in questa fase iniziale dell’introduzione del sistema a calotte. Su composizione e funzioni ieri ha discusso la commissione ambiente del Comune, ma la parola definitiva l’avrà la giunta che adotterà in merito una delibera.

«È fondamentale - ha detto in apertura l’assessore Caterina Ferri - che l’Osservatorio sia davvero operativo e snello, con finalità corpose e approfondite, come ci hanno chiesto le associazioni di categoria: è da loro che parte la richiesta della sua costituzione». Chi ha presentato una serie di correzioni alla bozza recapitata ai consiglieri è stata Ilaria Morghen (M5s). Tra le più significative, la richiesta che l’Osservatorio si trasformi in una commissione di controllo («non deve essere presieduta dal sindaco o da un esponente di maggioranza», ha detto la pentastellata) cui sia permesso di fare visite ispettive agli impianti e alle strutture di raccolta del gestore del servizio. Proposte rigettate dal Pd: Alessandro Talmelli si è detto contrario «a qualsiasi violazione della proprietà privata» in merito a possibili tour a sorpresa nei locali di Hera, mentre per Patrizia Bianchini «ipotesi che stravolgono l’impostazione dell’Osservatorio non possono essere approvate». La stessa Ferri ha ricordato che i confini dell’organismo sono delineati dal Regolamento rifiuti approvato di recente dal consiglio comunale.

Una proposta della Morghen è invece passata: raccogliere dati sull’universo rifiuti anche da strutture terze (leggi Arpa). «Ben venga una cosa di questo tipo», l’ok di Dario Maresca (Pd) e l’apertura della Ferri è sembrata concreta. Una mossa per accreditare l’indipendenza da Hera.

Altra questione calda, chi siederà nell’organismo. Già si sa la presenza certa delle associazioni di categoria (Confesercenti, Ascom, Confartigianato e Cna), dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e di Hera. Per ciò che riguarda i comitati e gli esperti «si può pensare di invitarli sulla base dell’ordine del giorno che si discuterà in ogni riunione», ha precisato l’assessore. Sul nodo dei componenti da pescare tra i consiglieri comunali, l’accordo c’è: uno di maggioranza e uno di opposizione, più il presidente (o il vice) della commissione ambiente cioè Alberto Bova (Ferrara Concreta, maggioranza) il quale ridimensiona le funzioni dell’Osservatorio, «sarà formato da persone di buona volontà che danno suggerimenti, senza votare alcunché». Francesco Rendine (Gol) a suo modo fa due più due («sarà un paravento per l’amministrazione») e la Bianchini è insorta: «Basta con questo clima di sospetto, nessuno vuol nascondere nulla».

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