Esposto per la zona Gad «C’è ancora criminalità»
Gli Insorgenti hanno raccolto 713 firme dei residenti per chiedere interventi «Sono numerose anche le violazioni al regolamento di polizia urbana»
Preceduta da una serie innumerevoli di iniziative promosse da varie associazioni che si sono costituite per la tutela della zona Gad, ben 715 residenti di questo quartiere, in forma assolutamente spontanea hanno firmato un esposto che sarà presentato al prefetto, al sindaco, al questore ed agli assessori del nostro Comune per chiedere l'intervento delle autorità su quest'area «costantemente occupata da immigrati e caratterizzata da attività criminose che richiedono un urgente intervento risolutivo».
In particolare viene elencata la totale inosservanza del Regolamento di Polizia Urbana e dell'Ordinanza Comunale del 13 aprile 2017 in materia di sicurezza urbana, sui problemi che si presentano quotidianamente ad ogni ora del giorno e della notte.
«Ci riferiamo a comportamenti contrari all'igiene, alla pulizia ed al decoro - ha illustrato ieri Vittorio Bernardoni, in rappresentanza del gruppo Insorgenti - ai nostri giardini , portici e gallerie non adeguatamente illuminati, al continuo spaccio di droga, a persone dedite ad esercitare la prostituzione, a furti, rapine, aggressioni, attività commerciali che violano le regole, risse e schiamazzi fin dalle prime ore del mattino, aree verdi e strade occupate da persone in atteggiamenti indecorosi, imbrattamento del suolo pubblico e dell'arredo urbano con la presenza di spazzatura di ogni sorta, gettata incivilmente a terra ed altro ancora».
L'elenco è lunghissimo ma soprattutto è il risultato di una serie di sentimenti che i cittadini rammaricati, delusi, ed in balia degli eventi, provano ogni giorno vedendo che le cose non solo non migliorano, ma anzi peggiorano, se si considera che a questa situazione si è aggiunto un commercio dei mattoni antichi delle Mura che vengono venduti a meno di un euro; come testimoniano circa 200 fotografie scattate da chi ha notato il fenomeno.
«Ferrara è diventata zona di spaccio anche da parte di persone che provengono da fuori - ha proseguito Bernardoni - e siamo stanchi di vedere droga come se fosse frutta e verdura e nel constatare che nel nostro quartiere abbiamo paura a muoverci. Segnaliamo quindi in zona un grave problema di venir meno dei principi di civiltà, di sicurezza, di ordine pubblico, di tutela dell'ambiente e di violazione dei diritti umani».
Nell'esposto, come ha ribadito una residente presente all'incontro, si chiede addirittura di cementare Parco Toti, di togliere le altalene e le panchine, ormai inservibili per i bambini e di ritenere ingiusto e fuori luogo l'aver chiuso il chiosco della Siberiana e tollerare invece questo degrado diffuso.
«Ora presentiamo l'esposto - ha concluso Bernardoni - poi procederemo con una class action ma certamente andremo avanti fino alla risoluzione dei problemi».
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
