Il Cum sulla pista: «Adesso intervenga anche il Comune»
ITALBA. La pista di Italba e la sua a quanto pare imminente chiusura, continuano a fare discutere. Il presidente del Consorzio uomini di Massenzatica (proprietario del terreno) Carlo Ragazzi, precisa...
ITALBA. La pista di Italba e la sua a quanto pare imminente chiusura, continuano a fare discutere. Il presidente del Consorzio uomini di Massenzatica (proprietario del terreno) Carlo Ragazzi, precisa la posizione del Cum rispetto alla vicenda. Per capire meglio, il Cum ha dato in gestione il terreno su cui è stata realizzata la pista da motocross e sarebbe venuto a conoscenza nel tempo di comportamenti non idonei da parte dei gestori.
«Il Cum - spiega Ragazzi - ha sempre affrontato il tema motocross con la massima diligenza, trasparenza e senso di responsabilità tanto è che tutte le pratiche edilizie sono sempre sottoscritte da questa amministrazione. È agli atti che il Motoclub ha presentato tutta la documentazione facendo sempre riferimento a “campo di allenamento privato di motocross” fin dal lontano 2004/2005». E aggiunge, «Progetti di valorizzazione dell’attività esistente sono stati presentati al Comune di Mesola già nel 2008 che hanno ottenuto il parere favorevole». E cosa è dunque successo? «Quando a seguito del perdurare di comportamenti gestionali stravaganti, abbiamo deciso di effettuare un accesso agli atti e in quella sede abbiamo appreso e riscontrato rilevanti irregolarità rispetto alle situazioni da noi autorizzate. Ci siamo mossi sollecitando il Comune ad intervenire cosa che fin’ora non è avvenuta». «La relazione dei periti sul terreno è un escamotage per farsi dare oggi, elementi che, se veritieri, eventualmente il Comune doveva sapere già prima di acconsentire qualsiasi tipologia di attività non agricola. Noi non siamo contro le attività sportive-ricreative, ma devono avvenire nel rispetto delle regole e della sicurezza di coloro che vi partecipano o vi assistono». Nel 2016 il Cum ha dato il via alle procedure di sfratto che si sono e appena concluse, e «oggi siamo in presenza di una sentenza di condanna della gestione per attività illecite e abusive sull’area alla quale mi risulta si voglia proporre appello».
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