Lavori mai iniziati, revocati i fondi
Casa danneggiata dal terremoto, ma l’intervento non c’è stato
BONDENO. I danni della casa lesionata dal sisma erano stati riconosciuti, così come il contributo assegnato da 44mila e 829 euro. Tuttavia, alla scomparsa di una delle proprietarie, nessuno tra gli eredi ha risposto alle numerose richieste di documentazione da parte del municipio e, dopo circa un anno, il contributo per la ricostruzione è decaduto.
Si è conclusa così una delle numerose vicende legate alla ricostruzione privata nel territorio del cratere emiliano. A seguito delle richieste avanzate, un’ordinanza sindacale aveva concesso per la riparazione di una casa danneggiata dal terremoto un contributo del valore di poco meno di 45mila euro, nel luglio del 2016. Dopo quella data, nessun lavoro è però mai cominciato. La donna che era residente nell’abitazione è deceduta e, non vedendo avviare i lavori e le richieste di pagamento all’impresa tramite il Sal (Stato avanzamento dei lavori) il Comune ha contattato a più riprese i tecnici e gli eredi, per cercare di valutare il da farsi.
«A oggi – avvertono gli uffici municipali – nessun contributo è stato effettivamente erogato, poiché anche se quest’ultimo è risultato a suo tempo ammissibile, non era cominciato alcun lavoro di ricostruzione. Nessuno dovrà restituire alcunché, dal momento che nessuna azienda incaricata ha visto versare il contributo tramite il Sal».
Tramite posta certificata, era stata inviata al tecnico incaricato l’accettazione di proroga dei lavori, che è scaduta però il 6 luglio dello scorso anno. Il 3 novembre, quindi, erano scaduti anche i termini dei 120 giorni previsti per l’invio della documentazione e del consuntivo. Ma i lavori non sono di fatto mai partiti. In mancanza di questi dati da caricare sulla piattaforma Mude, il municipio ha richiesto nuovamente al tecnico almeno una relazione sullo stato della pratica, e il 5 dicembre è stata comunicato tramite Pec il decesso di uno dei proprietari e la rinuncia dell’impresa affidataria.
Così, di proroga in proroga, il Comune ha dovuto prendere atto della delicata situazione e non ha potuto fare altro che revocare il contributo da 44mila e 829 euro che era stato inizialmente assegnato.
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