Promeco lancia l’educatore di corridoio
Tra una campanella e l’altra, alla macchinetta del caffè, in attesa dello zucchero ma soprattutto di provare a sciogliere l’amaro che circola nel cuore dei ragazzi. È l’ambiente scolastico che ben...
Tra una campanella e l’altra, alla macchinetta del caffè, in attesa dello zucchero ma soprattutto di provare a sciogliere l’amaro che circola nel cuore dei ragazzi. È l’ambiente scolastico che ben conosce l’educatore di corridoio, la nuova figura lanciata dal Comune di Ferrara, attraverso Promeco. «È un progetto sperimentale attivo da settembre e non ci sono esperienze precedenti con cui confrontarsi», spiega l’educatore di corridoio. Fragilità, debolezze, disagi. Più facile trovarne in chi frequenta gli istituti professionali come Ipsia, Ial, Città del Ragazzo. «Devo superare fortissime resistenze – spiega l’educatore – e in molti non mi dicono niente. C’è però chi si apre e allora partono i racconti: la ragazzina che si tagliava, il ragazzo che si droga da mandare al Sert, chi ha disagi seri in famiglia ed è stato indirizzato allo Spazio Giovani e a Neuropsichiatria infantile, contando sulla rete dei servizi di Comune e Asl. Perché deve essere chiara una cosa – specifica l’educatore –, io offro consulenze, non terapie». Il tutto a stretto contatto con i dirigenti scolastici e gli insegnanti, «che mi consigliano e mi suggeriscono come affrontare quel singolo studente, quella determinata vicenda: con loro i rapporti sono molto buoni». Due passi in corridoio e forse affrontare gli spigoli della vita sarebbe più facile.
Fabio Terminali
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