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«Anche i professori denuncino violenze e fatti di bullismo»

«Anche i professori denuncino violenze e fatti di bullismo»

Appello del procuratore Marzocchi al comitato in prefettura Si farà prevenzione tra gli studenti, insegnanti e i genitori

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C’è già un protocollo in prefettura con tutte le forze di polizia, comuni, operatori educativi (Comune, Asl, SerT e Promeco) ma verrà aggiornato a breve: non si dovrà soltanto lavorare su educazione e prevenzione tra studenti e alunni, bensì soprattutto e anche con gli insegnanti e i genitori. E su questi tre binari che si gioca la prevenzione al fenomeno del bullismo come deciso ieri durante l’udienza fiume del Comitato provinciale ordine e sicurezza.

Per diverse ore alla presenza delle massime autorità cittadine e dei rappresentanti di procura e procura minori, è stato analizzato il tema del bullismo nelle scuole e le attività di prevenzione e repressione per contrastare il fenomeno: un focus che prende spunto proprio dai fatti recenti con le operazioni dei carabinieri e le attività di polizia, che hanno portato agli arresti in comunità tre minorenni.

All’incontro, presieduto dal prefetto Michele Campanaro, erano con il sindaco e presidente Provincia, Tiziano Tagliani, il procuratore minori di Bologna, Silvia Marzocchi, il procuratore reggente Patrizia Castaldini e sul fronte del settore scolastico educativo, il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Desco, oltre al questore, Giancarlo Pallini, al comandante Arma carabinieri, Andrea Desideri e il comandante Guardia finanza, Sergio Lancerin.

«La provincia di Ferrara – ha ricordato il prefetto – non si trova impreparata ad affrontare un tema così delicato come il bullismo, specie in ambito scolastico, se è vero che già da tempo è operativo un protocollo sottoscritto dai principali soggetti istituzionali competenti, presenti al tavolo di oggi finalizzato a promuovere iniziative di prevenzione e contrasto, in modo integrato, sviluppando a tutti i livelli coinvolti (scolastico, giovanile e familiare) la cultura della legalità». Un protocollo che come deciso andrà aggiornato, elaborato, allargato nel mondo della scuola dagli studenti agli insegnanti e ai genitori stessi, protagonisti e possibili mediatore dei conflitti, se formati e firmati adeguatamente.

Insomma, anche loro dovranno avere le informazioni per l’uso per gestire tutti gli atti riconducibili da quelli meno gravi a quelli più seri che finiscono nel grande contenitore del bullismo, soprattutto del cyberbullismo.

Il prefetto ha ricordato il ruolo del Tavolo tecnico, previsto dal Protocollo, che - spiega una nota - «ha sviluppato e messo in campo diversi livelli di interventi, rivolti sia ai minori che agli adulti, con incontri presso circa 50 istituti scolastici della provincia svolti da operatori delle forze dell’ordine, delle polizie municipali, dei SerT dell’Ausl e di Promeco, che per conto del Comune opera nei settori di recupero e riabilitazione tossicodipendenze, con competenze specifiche in campo pedagogico, psicologico, educativo e sociologico».

Ma è stato il procuratore per minori Silvia Marzocchi a ricordare le attività svolte dal proprio ufficio «sia nell’ambito della prevenzione sia in quello della repressione, evidenziando il dato sottolineato in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, della flessione in ambito regionale delle notizie di reato riguardanti il fenomeno del bullismo». E ancora, il procuratore «ha evidenziato l’importanza che l’insegnante, come pubblico ufficiale, denunci fatti di violenza e sopraffazione di cui venga a conoscenza, consentendo all’autorità giudiziaria minorile di attivare misure a tutela dei minori stessi e di sostegno alle loro famiglie, attraverso percorsi di intervento affidate a specifiche figure professionali».

Tutti ben consapevoli al tavolo del Comitato sulla importanza degli interventi attivati dalle istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo.

E per il futuro prossimo, dicevamo, la decisione più concreta sintetizzata da Prefetto, in vista dell’imminente rinnovo del Protocollo, verrà attuato un potenziamento della rete istituzionale e degli interventi di affiancamento al Tavolo Tecnico, che vedrà in prima fila le procure dei minori di Bologna e quella di Ferrara, dell’Università e anche dell’Ordine degli avvocati di Ferrara.

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