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«Basta, sui bus è Far West» Addetti Tper sotto stress

di Fabio Terminali
Autobus in centro a Ferrara
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Autobus in centro a Ferrara

Dalla maleducazione alle aggressioni, la situazione peggiora giorno dopo giorno. Sostegno del Pd: «Telecamere su tutti i mezzi e azioni preventive permanenti»

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FERRARA. Non è un viaggio di piacere quello di autisti e controllori a bordo dei bus. «La situazione sta notevolmente peggiorando da qualche anno», spiega il personale di Tper. È un mix di maleducazione e aggressività a trasformare in un coacervo di conflitti quella manciata di minuti (per gli utenti) e di ore (i dipendenti) trascorse a bordo. «Un Far West», sintetizzano i conducenti Mauro Morara e Paolo Tamisari, assieme al controllore Michele Pazzi.

A ognuno il suo. Ci sono i ragazzi delle scuole strafottenti che si confondono nella massa sui mezzi stracarichi; i passeggini («sul 6 diretto a Cona l’altro giorno ce n’erano otto contemporaneamente») aperti all’interno dalle mamme a intralciare il normale passaggio, ma c’è chi non si fa mancare il cane di grossa taglia; e poi gli assalti violenti. «Io ho subito quattro o cinque infortuni in tre anni - spiega Pazzi -, un collega è stato morso a un braccio. Subiamo le spinte di chi prova a fuggire dopo che gli abbiamo chiesto i biglietti o i documenti». Si tratta in genere di giovani africani ma, sottolineano i dipendenti Tper, «non è questione di etnia: il malcostume e la mancanza di buonsenso sono diffusi un po’ ovunque». E le telecamere a bordo? «Sono inefficaci per la sicurezza: senza audio per ragioni di privacy e impostate in caso di incidente o brusca sterzata, registrando per due minuti: i dati vanno scaricati entro 24 ore altrimenti la cancellazione è automatica».

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A raccogliere l’allarme dei lavoratori è il Pd, tramite un ordine del giorno da discutere in consiglio comunale. «Non è semplice solidarietà - dice il capogruppo Luigi Vitellio - perché, a seguito di episodi odiosi a danno del personale, proponiamo azioni concrete, nel segno della deterrenza e della prevenzione». Il primo firmatario, Vito Guzzinati, mette in fila le richieste, che in vario grado coinvolgono Tper, Ami, forze dell’ordine e prefettura: telecamere su tutti i bus e le corriere, con immagini da mettere a disposizione delle forze dell’ordine; attivazione del telecontrollo in supporto all’autista in caso di gravi episodi; un tavolo istituzionale per un monitoraggio continuo delle criticità; formazione del personale per la gestione dei conflitti; educazione civica nelle scuole e nei centri di accoglienza per migranti. Invece i tornelli a bordo proposti da Rendine? «A Bologna non hanno dato risposte adeguate», obietta Guzzinati. Anche il consigliere regionale Paolo Calvano ha presentato un’interpellanza a sostegno delle ragioni dei dipendenti Tper.
 

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