Ex Banzi, assemblea bis Stavolta almeno ci si parla
Dopo lo stop di due settimane fa, l’incontro in Sala Estense porta più chiarezza Ibo assicura: non ospiteremo migranti. Tagliani: affrontare le preoccupazioni
«Non sarà un centro di accoglienza, non è ciò di cui ci occupiamo. Non ospiteremo migranti», quasi sillaba a un certo punto Dino Montanari, il direttore di Ibo. Qualcuno dal pubblico: «Sicuro sicuro?». Replica: «Guardi, metteremo uno striscione fuori. Più di così, non so come dirglielo». Applausi e brusio si mescolano in Sala Estense. Più ampia della stanza dell’ex Banzi dove si era svolta la prima assemblea, quella interrotta un paio di settimane fa. Decisamente meglio la seconda: ieri ci si è potuti confrontare sui progetti che l’ong metterà in campo nell’ex scuola di via Boschetto.
«Un immobile degradato da tanto tempo - ricorda il sindaco Tiziano Tagliani -, destinato all’abbandono: avevamo provato a metterlo in vendita ma due aste sono andate deserte. L’Asl non ha concesso di farci un nuovo asilo perché il cortile è sotto la massicciata di via Comacchio, molto trafficata: un posto insalubre per la salute dei bimbi». È a quel punto che si affaccia il bando di gara cui ha partecipato, nella seconda edizione, solo Ibo: di suo l’associazione metterà 216mila euro per la ristrutturazione e lì ricavare spazi per la nuova sede e le attività di volontariato internazionale nei prossimi 30 anni. «Avremo uffici e sale di formazione - spiega Montanari -, poi vorremmo fare corsi di informatica e di lingue, proiettare film. Voi residenti potrete venire: sarete i benvenuti. La struttura tornerà bella com’era una volta».
Il nodo sono i sei posti letto che l’ex Banzi prevede nella futura veste: lì dormiranno i giovani volontari stranieri che Ibo ospiterà in servizio civile al massimo per un anno. «Studenti, alcuni laureati - li descrive Montanari -. Di giorno lavoreranno, di notte non sarà una casa per le feste. Chi non si comporterà bene sarà allontanato. Ve li presenteremo, li potrete conoscere. e comunque metteremo delle telecamere». Una donna che abita accanto all’ex Banzi teme il possibile chiasso: «Riuscirò a vedere un dvd con mio marito la sera?». Tagliani osserva che «se avessimo venduto a un privato, magari ci avrebbe fatto uno studentato e i problemi sarebbero stati maggiori». Qualche perplessità si scioglie, una residente ora dice di «vederci più chiaro».
La bagarre della volta precedente è un ricordo. Gli abitanti della zona in questione sono solo una parte del centinaio di presenti. Sotto tono anche i politici di opposizione (c’erano tra gli altri il centrodestra con Peruffo, Fornasini, Balboni; il M5s con Bazzocchi). Per Michele De Palo la maggioranza si è portata «la claque», composta da quelli che il leghista Nicola Lodi chiama «gli amici degli amici. La prossima volta incontriamoci al Palaboschetto, in centro i residenti fanno più fatica a venire. Noi vigileremo, il tempo darà le necessarie risposte». Tagliani accetta la sfida: «Rivediamoci a settembre. Ogni preoccupazione, anche infondata, va affrontata. E può essere vinta da realtà e verità».
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