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Ex Banzi, assemblea bis Stavolta almeno ci si parla

di Fabio Terminali
Ex Banzi, assemblea bis Stavolta almeno ci si parla

Dopo lo stop di due settimane fa, l’incontro in Sala Estense porta più chiarezza  Ibo assicura: non ospiteremo migranti. Tagliani: affrontare le preoccupazioni

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«Non sarà un centro di accoglienza, non è ciò di cui ci occupiamo. Non ospiteremo migranti», quasi sillaba a un certo punto Dino Montanari, il direttore di Ibo. Qualcuno dal pubblico: «Sicuro sicuro?». Replica: «Guardi, metteremo uno striscione fuori. Più di così, non so come dirglielo». Applausi e brusio si mescolano in Sala Estense. Più ampia della stanza dell’ex Banzi dove si era svolta la prima assemblea, quella interrotta un paio di settimane fa. Decisamente meglio la seconda: ieri ci si è potuti confrontare sui progetti che l’ong metterà in campo nell’ex scuola di via Boschetto.

«Un immobile degradato da tanto tempo - ricorda il sindaco Tiziano Tagliani -, destinato all’abbandono: avevamo provato a metterlo in vendita ma due aste sono andate deserte. L’Asl non ha concesso di farci un nuovo asilo perché il cortile è sotto la massicciata di via Comacchio, molto trafficata: un posto insalubre per la salute dei bimbi». È a quel punto che si affaccia il bando di gara cui ha partecipato, nella seconda edizione, solo Ibo: di suo l’associazione metterà 216mila euro per la ristrutturazione e lì ricavare spazi per la nuova sede e le attività di volontariato internazionale nei prossimi 30 anni. «Avremo uffici e sale di formazione - spiega Montanari -, poi vorremmo fare corsi di informatica e di lingue, proiettare film. Voi residenti potrete venire: sarete i benvenuti. La struttura tornerà bella com’era una volta».

Il nodo sono i sei posti letto che l’ex Banzi prevede nella futura veste: lì dormiranno i giovani volontari stranieri che Ibo ospiterà in servizio civile al massimo per un anno. «Studenti, alcuni laureati - li descrive Montanari -. Di giorno lavoreranno, di notte non sarà una casa per le feste. Chi non si comporterà bene sarà allontanato. Ve li presenteremo, li potrete conoscere. e comunque metteremo delle telecamere». Una donna che abita accanto all’ex Banzi teme il possibile chiasso: «Riuscirò a vedere un dvd con mio marito la sera?». Tagliani osserva che «se avessimo venduto a un privato, magari ci avrebbe fatto uno studentato e i problemi sarebbero stati maggiori». Qualche perplessità si scioglie, una residente ora dice di «vederci più chiaro».

La bagarre della volta precedente è un ricordo. Gli abitanti della zona in questione sono solo una parte del centinaio di presenti. Sotto tono anche i politici di opposizione (c’erano tra gli altri il centrodestra con Peruffo, Fornasini, Balboni; il M5s con Bazzocchi). Per Michele De Palo la maggioranza si è portata «la claque», composta da quelli che il leghista Nicola Lodi chiama «gli amici degli amici. La prossima volta incontriamoci al Palaboschetto, in centro i residenti fanno più fatica a venire. Noi vigileremo, il tempo darà le necessarie risposte». Tagliani accetta la sfida: «Rivediamoci a settembre. Ogni preoccupazione, anche infondata, va affrontata. E può essere vinta da realtà e verità».

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