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Fusione, il dibattito Il No: maggiori tasse Il Sì: migliori servizi

Fusione, il dibattito Il No: maggiori tasse Il Sì: migliori servizi

Confronto in vista del referendum tra Formignana e Tresigallo Brancaleoni: «Se non si prende questo treno sarà la fine»

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TRESIGALLO. Confronto serrato tra i fautori del sì alla fusione tra i comuni di Tresigallo e Formignana ed esponenti del no al teatro del ‘900. Il dibattito si è aperto con il ricordo di Davide Menegatti, poi è cominciato il dibattito moderato dal giornalista della “Nuova Ferrara” Davide Bonesi, che ha posto quesiti agli intervenuti: i sindaci Andrea Brancaleoni (Tresigallo), Laura Perelli (Formignana) e Sabina Mucchi, di Fiscaglia, ente nato dalla fusione di tre comuni), tutti rappresentanti per il Sì.

Per il No alla fusione c’erano Simone Rimondi, consigliere comunale di Valsamoggia (Bologna) Vincenzo Musella, portavoce del comitato del No di Tresigallo, con il responsabile comunicazione Roberto Malavolta, Dario Cutella, di Malalbergo (Bologna). La prima domanda ha riguardato il timore di non avere servizi e sindaci sul posto.

«Ci muoviamo in totale trasparenza: Tresigallo e Formignana (già unico ente in passato Ndr) condividono ora tre settori di servizi su quattro - ha detto Brancaleoni- e lo diventeranno tutti tra pochi mesi. Fin da subito io e la Perelli abbiamo parlato di fusione a due. Abbiamo bilanci sani ma vi sono difficoltà per i piccoli comuni. La fusione darà possibilità non solo di mantenere i servizi, anche per i giovani, ma di migliorarli, con nuovi introiti sicuri, altrimenti non c’è futuro». A sua volta la Perelli ha sottolineato: «La cosa migliore è il coinvolgimento della popolazione già con lo studio di fattibilità e i portatori d’interesse. Bene gli incontri e il confronto anche per evitare informazioni distorte. La fusione è un’opportunità. Il rischio di perdita d’identità? C’è soprattutto nei piccoli centri se i giovani vanno via perché non hanno prospettive di lavoro e servizi adeguati».

Sabina Mucchi, sindaco di Fiscaglia, ha portato la sua esperienza: «Una fusione è un valore aggiunto, con più programmazione. Noi ad esempio abbiamo servizi gratuiti. La fusione offre una prospettiva più lunga a un territorio ma ogni località mantiene le proprie particolarità. Occorre essere più strutturati, per partecipare ai bandi europei».

Per Musella, il no alla fusione non è per campanilismo ma «Perché è inutile e dannosa per il territorio». E Malavolta: «Le comunità locali, nello studio di fattibilità non si vedono. I vantaggi sono solo sui numeri, non danno un senso del risparmio: non ci vengono spiegate molte cose. Perché fondersi a due - ha aggiunto polemico- e poi magari unirsi anche con Copparo?»

Portando le esperienze del Bolognese, Rimondi e Cutella hanno detto che nelle fusioni sono emerse criticità. «I fondi sbandierati in realtà vanno a parziale copertura dei servizi. Eravamo per la fusione, ora non più. E sono aumentate alcune tasse. È meglio mettere in rete i servizi».

Considerazioni e cifre contestate da Brancaleoni. Tra accenni (e domande dei cittadini) anche sul ruolo dell’Unione Terre e Fiumi, La Perelli (che ne è presidente) rispondendo a battute polemiche di Malavolta ha ribattuto: «Quali sono le vostre proposte sul rilancio del territorio? C’è ancora molta confusione a quanto pare». Per il sì sono intervenuti anche il vicesindaco Mirko Perelli, l’assessore Canella. Brancaleoni infine ha ribadito che «se non prendiamo questo treno per unirsi, i piccoli comuni sono destinati a morire».

Franco Corli

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