«Il nostro istituto lavora sul dialogo»
La vicenda-bullismo è naturalmente al centro di ogni discussione tra i genitori dei ragazzini che frequentano la scuola in questione, anche se magari non sono direttamente coinvolti. Tra di loro si è...
La vicenda-bullismo è naturalmente al centro di ogni discussione tra i genitori dei ragazzini che frequentano la scuola in questione, anche se magari non sono direttamente coinvolti. Tra di loro si è formata una corrente di pensiero che una mamma ieri mattina è venuta a spiegare in redazione, e che si può riassumere così: non è giusto “sporcare” l’immagine di un istituto il cui personale si fa in quattro per venire incontro alle esigenze di studenti e genitori. «Un esempio per tutti: l’insegnante prevalente della classe di mio figlio - racconta la mamma “portavoce” - è la figura dedicata a livello d’istituto ai rapporti tra gli studenti. Quando vengono evidenziati contrasti personali tra due ragazzini, questa insegnante li porta in un’aula dedicata proprio a questo, e cerca di appianare la situazione con il dialogo». Per descrivere invece l’applicazione con la quale i dirigenti affrontano i problemi che emergono di volta in volta, il genitore in questione racconta della risposta positiva, e quasi immediata, con la quale è stata accolta la richiesta di mettere a disposizione dei ragazzini la palestra d’istituto per giocare a calcio dopo la pausa pranzo, poiché il campetto d’erba era impraticabile. Le due vicende emerse in queste settimane, cioè il coinvolgimento di uno studente nella baby gang e l’addio della ragazzina con accuse di bullismo, «sono state affrontate in tutte le classi. Nel primo caso - racconta la mamma “portavoce” - è stata sottolineata l’esigenza di capire la gravità di quanto successo e segnalare subito ogni situazione di questo tipo. Nel secondo caso si è parlato dell’opportunità di non fare di tutta l’erba un fascio, non potendo esprimere giudizi su quanto successo in assenza di conoscenza diretta dei fatti. Si può trattare un feeling rotto all’interno di una classe, di dissidi e diverbi, non necessariamente di prevaricazioni ed esclusioni». Anche il dirigente scolastico viene difeso per come imposta in rapporto con i genitori: «Si viene ricevuti e ascoltati ogni volta che c’è bisogno, non ci sentiamo privati di tutela, aiuto e sicurezza. E la preparazione che fornisce la scuola, ci teniamo a precisarlo, è di buon livello».
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