«Misure antisismiche, normativa borderline»
Processi post terremoto: a Modena l’archiviazione, a Ferrara chieste le condanne L’Ance: giro di vite dopo il 2012, ma restano molti fattori di discrezionalità
SANT’AGOSTINO. Tragedie identiche, processi simili, conclusioni diverse da parte delle procure. Se a Modena i procedimenti penali del post terremoto si sono conclusi con una richiesta di archiviazione da parte dello stesso pubblico ministero, a Ferrara i processi per i crolli di Tecopress, Ursa e Ceramica Sant’Agostino - tutti arrivati alle fasi conclusive - sono stati invece portati avanti sul filo di una responsabilità soprattutto morale contestata agli imputati. Le aziende, sostiene la procura, avrebbero dovuto andare oltre le norme di legge e puntare alla massima sicurezza, adottando anche quegli accorgimenti non strettamente imposti dalla normativa. È di giovedì la richiesta, nel caso Ceramica Sant’Agostino, della condanna a quattro mesi dei quattro imputati (il titolare e tre tecnici), accusati di omicidio colposo per la morte di due operai nel crollo del capannone.
«È una questione molto delicata, perché siamo di fronte a una normativa borderline - interviene il presidente Ance di Ferrara (Associazione Costruttori Edili) Adriano Paltrinieri - Dopo il terremoto del 2012 le disposizioni antisisma sono diventate molto più restrittive. Prima, ad esempio, non c’era una valutazione altrettanto rigorosa sui carichi che le scaffalature avrebbero potuto sopportare in caso di un’accelerazione sismica anomala, e va fatta quindi una netta distinzione tra disposizioni di legge ante e post terremoto».
Un fattore discriminante, prosegue Paltrinieri, è il DVR, ovvero il documento di valutazione dei rischi, la cui redazione solo oggi è affidata esclusivamente a figure tecniche, ma in passato poteva essere affidata a uno dei dipendenti per le strutture non multipiano. «È importante capire come è stata affrontata la questione della vulnerabilità sismica, su quali parametri e con quali calcoli. Può succedere che una valutazione scrupolosa venga smentita da un evento imprevedibile, o ancora può emergere che il DVR è stato compilato con errori di calcolo o senza sufficiente scrupolo. Senza entrare naturalmente nel caso specifico, di cui non posso conoscere i dettagli, diciamo che è spesso su questi fattori che interviene la discrezionalità, assolutamente normale in processi come questi, della magistratura».
Il processo per i morti alla Ceramica Sant’Agostino è stato aggiornato al 26 settembre, quando la parola passerà agli avvocati dei quattro imputati per le arringhe difensive.
Ma la prima sentenza dei “processi del terremoto” arriverà l’8 maggio, per i crolli di Tecopress di Dosso, con condanne richieste tra i 6 e i 4 mesi. Il 31 maggio, invece, è attesa la requisitoria della pubblica accusa per il crollo dell’Ursa di Stellata.(a.m.)
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