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Via Bologna per mesi a senso alternato con il cantiere metro

A fine anno partono 960 giorni di lavori, impatti sul traffico Masola (Fer): gestiremo i disagi con Comune e cittadini 

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«Finalmente stiamo arrivando alla conclusione». È un sospiro di sollievo, più che un’affermazione, quello che esce a Stefano Masola, direttore della Fer, quando si parla del più importante lavoro in capo alla società regionale delle infrastrutture ferroviarie, cioè il metro di superficie. Un cantiere ultraventennale passato attraverso tre rinunce di vincitori d’appalto, finiti in brutte acque, e che ha lasciato in eredità a via Bologna un passaggio a livello con sbarre abbassate ogni 15-20’ nelle ore di punta, e conseguenti ripercussioni sul traffico di mezza città. La ripresa del cantiere, impantanato da tre anni dopo il dissesto Acmar, è prevista per fine anno, il che avvicina il momento di affrontare la questione cruciale della circolazione di via Bologna per una parte consistente dei 960 giorni di lavori necessari a completare il tunnel ferroviario. «Posso garantire che quell’importante arteria non sarà mai tenuta chiusa totalmente, ma sarà necessario attivare il senso unico alternato per diversi mesi» è l’annuncio di Masola.

L’appalto integrato di 45 milioni di euro, che serve a completare l’adeguamento della linea Ferrara-Ravenna alle esigenze di un trasporto leggero di superficie (i tecnici non parlano mai di metro perché i passaggi non saranno abbastanza frequenti), è stato vinto dalla Salc di Milano, che ha battuto altre otto concorrenti. Nei giorni scorsi vi sono stati accessi agli atti da parte delle imprese che seguono in graduatoria, ma a Fer non sono arrivate segnalazioni di ricorsi e quindi l’azienda ferroviaria è andata avanti con le procedure antimafia e «entro il mese arriveremo all’aggiudicazione definitiva» si sbilancia il direttore. Se tutto continuerà a filare liscio, i passaggi successivi saranno automatici e cadenzati: si tratta di firmare il contratto, redigere il progetto esecutivo, sempre da parte di Salc, che conterrà anche il cronoprogramma preciso dei lavori e le modalità del cantiere, e procedere alla verifica del definitivo. Un ruolino di marcia che va appunto a fissare il nuovo inizio dei lavori a dicembre. Fer è consapevole delle difficoltà di gestione del cantiere, e dà rassicurazioni preventive: «Tutti i disagi andranno gestiti assieme a Comune e cittadini - promette Masola - La parte di maggiore impatto del cantiere non partirà subito, è quella della costruzione vera e propria della galleria sotto via Bologna. Le date esatte della chiusura a senso alterno del traffico verranno definite in sede di progetto esecutivo, ma si può ipotizzare che si estenderanno per circa un terzo della durata complessiva del cantiere». Esaurita la grana-Pontelagoscuro, insomma, se ne aprirà un’altra d’impatto comparabile sulla circolazione cittadina.

Fer fornisce altre garanzie “accessorie”. La direzione lavori sarà gestita con tutta probabilità dalla stessa azienda pubblica, alla scadenza del contratto che l’appaltava all’esterno. «Ci sarà sempre un responsabile reperibile in città, 24 ore su 24» informa il direttore. È stato disdetto anche il vecchio contratto sulla sicurezza in cantiere, e pure su questo aspetto Fer intende impegnarsi in maniera diretta.

Stefano Ciervo

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