Il presidente del Trepponti «Siamo davanti a un paradosso»
COMACCHIO. «Pagheremo le multe, non abbiamo molta scelta. Ed è un peccato oltre che una contraddizione perché noi con quei soldi avremmo potuto pulire tutto, come poi avevamo anche detto». David...
COMACCHIO. «Pagheremo le multe, non abbiamo molta scelta. Ed è un peccato oltre che una contraddizione perché noi con quei soldi avremmo potuto pulire tutto, come poi avevamo anche detto». David Pozzati, presidente del Consorzio Trepponti, cui fanno capo circa venti cooperative di allevatori di vongole, definisce la situazione «un paradosso da cui non riusciamo ad uscire». Quale sarebbe? «Quando abbiamo iniziato ad allevare le vongole - spiega - e parlo di inizi anni ’90, eravamo in pochi e lo smaltimento del capulerio (i gusci delle vongole) veniva fatto dalla Brodolini. Poi i pescatori sono aumentati, gli abusivi anche e i cumuli di materiale diventati sempre più imponenti e qualcosa da quel momento si è rotto». E da qui, il paradosso: «Se vogliamo che vangano a prenderlo per smaltirlo, allora il capulerio deve essere considerato al pari di un rifiuto e la raccolta costa un sacco di soldi. Bisogna quindi dimostrare che si tratta di altro tipo di materiale che potrebbe essere riutilizzato ma non ce lo fanno fare. E noi abbiamo le mani legate. Adesso, alcuni di noi sono stati denunciati ma il ripristino dei luoghi è causa di estinzione di reato. La multa è di 6.500 euro, una cifra non da poco che avremmo potuto impiegare per pulire, così come avevamo più volte chiesto». Insomma, entro 120 giorni i pescatori dovranno sistemare e pagare e se lo faranno i reato sarà estinto.
«Non è possibile andare avanti così - continua Pozzati - Capisco che lavoriamo in zona Parco, che i limiti sono tanti ma nel 2018 una soluzione può anche venire fuori. I gusci di cozze, vongole ed ostriche, ma anche di cappasanta, cannolicchio e conchiglie in generale, sono composte principalmente da carbonato di calcio, materiale che può essere riutilizzato in mille modi. Anche solo per sistemare le strade, per dire. E invece noi prendiamo multe e denunce, quando i nostri vicini e colleghi sono già organizzati da diverso tempo».
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