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lezioni sulle insidie del web 

Istruzioni contro il cyberbullismo

Istruzioni contro il cyberbullismo

Un corso per “genitori digitali” per tutelare la privacy online dei figli

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Condividere il web con i propri figli, per insegnare loro come difendersi dai bulli anche in rete, e in generale i rischi che si corrono navigando su internet e ‘frequentando i social network’. Perché essere nativi digitali, come i giovani di oggi, non vuol dire che siano anche capaci e competenti. Di fronte ai primi segnali di disagio, e di fronte a casi di cyberbullismo, raccogliere tutta la documentazione e rivolgersi ad esperti del settore e alle forze dell’ordine per denunciare. Questi i suggerimenti e le indicazioni, date ieri dall’educatrice Valentina Fipertani (Open Group) e dall’avvocato Eleonora Molinari (Centro per le famiglie del comune di Cento), ai genitori che hanno partecipato al primo Laboratorio di "Genitori digitali: tuteliamo la privacy dei nostri figli online. Tra rischi e normative" svolto ieri negli spazi del Progetto Adolescenti.

Dall'esperienza, gli ingredienti per conoscere e contrastare un fenomeno sempre più ricorrente, e ammettono i genitori, non immediato da cogliere. Tablet e telefonini alla mano, per sperimentare come si esercita il ‘parental control’ e come impostare su pc e smartphone blocchi e filtri, restrizioni e protezioni nella navigazione come nella ricerca dei video su Youtube o attraverso Google, nell’aprire account o profili social come nello scaricare app da Play Store. E tutto, per tutelare, almeno in parte, i ragazzi dai tanti rischi e dalle trappole che si nascondono nel web. Tra i temi affrontati infatti, di fronte a tante domande di genitori inesperti ma pronti a capire come aiutare e affiancare i propri figli che navigano su internet perché sappiano difendersi da persone sconosciute e conosciute, proprio il cyberbullismo. Spiegate anche le strategie per contrastare e ‘chiudere’ qualsiasi connessione con l’adulto o il ‘bullo’ che mette in atto, anche attraverso la rete e i social, azioni offensive continuate, di prevaricazione sistematica o di sopruso. Primo consiglio, instaurare fin da piccoli un dialogo aperto e una relazione costante coi propri figli, in modo da ‘vivere insieme’ la navigazione sul web, dal momento in cui acquistare il primo telefono, all’opportunità di aprire un profilo Facebook o Instagram, dalla scelta delle foto da postare o dei videogiochi da scaricare. Un modo per rendere i figli consapevoli dei rischi e delle conseguenze, che si possono correre in rete, e fornire loro le strategie per renderli autonomi e capaci di difendersi. Poi alla domanda, ma davanti ad un ‘bullo’ che ha preso di mira proprio mio figlio, io cosa posso fare? Ulteriori indicazioni. Prestate attenzione ai primi segnali di disagio, chiedete ai vostri figli di raccontarvi cosa accade nella loro vita ‘social’. Poi nel caso in cui si abbia veramente a che fare con un bullo, la normativa del 2017 e di aiuto. Poi procedere con il blocco dell’utente che sta molestando, scaricare tutti i contenuti aggressivi che vengono inviati. Meglio una consulenza qualificata, per capire quale strada prendere. La norma infatti ha fornito strumenti come l’ammonimento, già previsto per lo stalking ed esteso a questi casi. Nel caso poi, rivolgersi alle forze dell’ordine per proseguire con la denuncia.

Beatrice Barberini

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